E cariche esplosive saranno. A margini di una serie di sopralluoghi, i tecnici della Provincia di Terni hanno definito che per la messa in sicurezza dell’Amerina, su cui nella notte tra mercoledì e giovedì è piombato un masso di 600 tonnellate, occorrerà far saltare in aria parte del costone da cui si è distaccato l’immensa quantità di roccia.
Frana sull’Amerina I lavori sono già stati assegnati a una ditta specializzata che con questa particolare procedura provvederà a rimuovere le parti ancora instabili della parete, piazzando una serie di cariche a partire dalla prossima settimana Ma a tenere banco in queste ore sono soprattutto i tempi su cui nessuno, dalla Provincia alla Regione, se la sente di sbilanciarsi con un pronostico. La chiusura della strada Amerina, con deviazioni all’altezza dell’abitato di Macchia (Amelia), causa naturalmente significativi disagi a viaggiatori e residenti della zona, costretti a percorrere la provinciale di Porciano per aggirare la frana.
Rebus sui tempi Per il momento nella nota ufficiale la Provincia si limita ad assicurare che «i lavori – sottolinea l’amministrazione – stanno procedendo secondo i programmi con un impegno straordinario di tutto il personale coinvolto, in attesa che si chiariscano i quadri economici e si possa dare maggiore certezza soprattutto sui tempi di ripristino della normale viabilità. L’obiettivo è quello di riaprire la strada nel minor tempo possibile». A poche ore dal cedimento del grande masso di roccia, il vicepresidente dell’ente, Giampiero Lattanzi, aveva indicato in circa 200 mila euro il costo dell’intervento, ma la cifra potrebbe lievitare.
