Quando si parla di «paradosso dei voli» — l’idea che, a Natale, possa convenire volare prima all’estero e quindi rientrare in Italia per risparmiare sembra non essere prerogativa delle sole grandi città del nord. Il fenomeno degli aumenti dei costi dei voli aerei in prossimità delle vacanze natalizie ha innescato la reazione di trovare economicamente più conveniente lo scalo all’estero anche se questo ha costi, non monetari maggiori. In termini di tempo e di probabili disagi, dovuti a coincidenze, gestione dei bagagli eccetera.
Provando a fare una comparazione da Perugia per destinazioni del sud, non si è nelle condizioni al momento di affermare che già sussistano alternative con scalo all’estero convenienti rispetto ai voli diretti. Questo perché le tariffe aeree che si possono registrare al momento ad almeno due settimane di distanza, rendono tuttora convenienti i voli diretti. Ma in prospettiva di aumenti generalizzati, l’opzione salo estero potrebbe risultare economicamente appetibile a diversi fuori sede che vivono a Perugia e che all’ultimo momento devono raggiungere località del sud.
L’Aeroporto Internazionale dell’Umbria «San Francesco d’Assisi» di Perugia offre rotte stagionali e low cost verso alcune città italiane e hub europei: tra le destinazioni presenti più frequentemente negli ultimi anni compaiono Cagliari, Palermo, Londra-Stansted, Catania, Lamezia e Tirana. Secondo il rapporto AlmaLaurea e i dati dell’ateneo, oltre un terzo degli iscritti proviene da fuori regione; analisi giornalistiche sul territorio indicano inoltre che quasi la metà degli iscritti presenta residenza fuori dalla provincia, segnale della rilevanza di spostamenti e rientri legati al ciclo accademico. Questo porta molti studenti perugini — tra cui un significativo numero proveniente da regioni meridionali — a dover affrontare, durante le feste, scelte di viaggio vincolate da prezzi e disponibilità.
A livello nazionale, le indagini associative e i reportage hanno documentato rincari molto consistenti sulle rotte Nord–Sud nel periodo natalizio: per alcune combinazioni di date (esempio tipico: partenza 24 dicembre e ritorno 6 gennaio) i prezzi possono salire fino a quattro-cinquecento euro o, in casi estremi segnalati da Assoutenti, superare quota 800 euro per un andata e ritorno. È in questo contesto che nasce la ricerca di itinerari alternativi, compresi voli che prevedono uno scalo in un hub europeo.
Al momento, i motori di ricerca e i siti delle compagnie mostrano solo prezzi indicativi o finestre generiche, e non consentono di bloccare tariffe certe per quella data. Anche se un volo diretto è programmato, non significa che ci siano posti disponibili alle tariffe più basse. La domanda elevata fa salire rapidamente i prezzi e riduce le possibilità di prenotazione economica. La scelta tra diretto e scalo estero resta quindi ipotetica, valida solo come scenario di riferimento, e va sempre accompagnata dall’invito a verificare le tariffe aggiornate al momento della prenotazione.
