di Daniele Bovi
Il progetto volto a far arrivare nuove sedi di associazioni ed enti del terzo settore nell’area di Fontivegge si allarga e diventa strutturale. La giunta comunale infatti nelle scorse ore ha approvato un atto con il quale si punta a «dare nuovo impulso al percorso che ha favorito la creazione di spazi di socialità e partecipazione nell’area del quartiere di Fontivegge – Bellocchio, cercando di renderlo strutturale».
Dal 2016 Il progetto era nato nel 2016 contestualmente alla serie di interventi finanziati dal governo Gentiloni con il Bando periferie. La formula scelta da Palazzo dei Priori, e che sarà replicata anche in futuro, è quella di acquisire in comodato dai privati immobili non utilizzati, da affidare poi in sub comodato attraverso una procedura pubblica; in particolare si tratta di un «comodato modale», ovvero un uso gratuito nell’ambito del quale il Comune si fa carico del rimborso ai proprietari dei tributi e di tutti gli oneri condominiali.
Rinnovo Nel corso degli anni sono arrivate alcune realtà i cui contratti di subcomodato scadranno il 31 dicembre di quest’anno. Da parte dei proprietari degli immobili la volontà di rinnovarli c’è e così la giunta ha deciso di andare avanti puntando all’acquisizione di altri immobili. Stavolta poi i contratti prevederanno anche una clausola che permetterà ai proprietari di tornare in possesso della struttura in modo rapido qualora trovino un acquirente o un affittuario. Oltre a ciò sarà prevista «la facoltà per il comodatario di sub-concessione di spazi e locali ad associazioni appositamente individuate».
Obiettivi A non cambiare sono gli obiettivi, che rimangono quelli di contrastare «la desertificazione del quartiere di Fontivegge, non solo con interventi di pubblica sicurezza – scrive la giunta – ma ponendo anche attenzione a una riqualificazione sociale e della vita associativa per costruire un percorso di iniziative ed eventi che consentano la riconquista dell’area da parte della gente».
Rilancio Agli enti del Terzo settore che vorranno quindi toccherà contribuire al rilancio e alla rigenerazione di pezzi del quartiere più problematico di Perugia. Una preferenza verrà data a favore di quelle realtà che hanno già dato la loro disponibilità a realizzare interventi di rivitalizzazione o che «aderiranno espressamente al piano di riqualificazione della zona». In generale una Fontivegge nella quale persiste, in chi la vive, «nonostante i progetti e gli investimenti fatti, la percezione di insicurezze e degrado, dovuto alla presenza di spacciatori, prostitute e immobili abbandonati».
