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mercoledì 25 maggio - Aggiornato alle 12:24

Fontivegge, ennesima occupazione del palazzo abbandonato. Stretta su alcuni negozi, via all’iter

Mercoledì nuovamente sigillati i varchi dell’immobile di via Oddi Sforza. In consiglio regionale arriva in commissione il ddl della Lega per modificare il Testo unico del commercio

Letti trovati all'interno dell'immobile

di Dan.Bo.

A pochi giorni da un episodio simile, sono stati nuovamente sigillati a Perugia i varchi del palazzo abbandonato di via Oddi Sforza, a Fontivegge. Dopo quanto raccontato dai residenti, che hanno segnalato la presenza di alcune persone all’interno dell’immobile, mercoledì gli agenti della municipale, della polizia e gli operai del cantiere comunale hanno chiuso i diversi punti di ingresso. Dell’immobile, di un proprietà di un privato, si parla ormai da lunghissimo tempo: anni fa era iniziata una ristrutturazione, mai terminata, e ciclicamente la struttura torna alla ribalta tra occupazioni e successive chiusure degli accessi, ripetutamente violati.

Molto da fare «La situazione, non semplice, che abbiamo riscontrato sul luogo – dice l’assessore alla Sicurezza Luca Merli – ci conferma che c’è ancora molto lavoro da fare nell’area di Fontivegge, ove si registra la presenza di immobili disabitati che spesso sfocia in ricettacolo della delinquenza. Tuttavia l’attività di controllo della polizia locale e delle altre forze dell’ordine è continua». «Vorrei rivolgere un appello ai proprietari degli immobili – continua – affinché provvedano sempre a garantire la manutenzione ordinaria dei locali e il monitoraggio degli stessi, evitando quindi di lasciarli in stato di abbandono».

La legge E di Fontivegge, anche se non esplicitamente, si occupa la proposta di legge della Lega che ha iniziato mercoledì il proprio percorso nella Seconda commissione del consiglio regionale. Del testo, che mira apertamente a bloccare l’apertura di nuovi negozi (come ad esempio gli afromarket), si parla da quando Paola Fioroni – prima firmataria – lo ha depositato; provvedimento del quale si è discusso anche mesi fa durante uno dei tanti vertici sui problemi del quartiere. L’obiettivo è quello di di dettare «disposizioni più puntuali e incisive nella normativa vigente a livello regionale, in ordine all’attuazione di quanto prevede in materia di commercio dalla Direttiva Bolkestein».

Cosa cambia Il ddl una volta ribadito che le attività economiche «devono essere improntate alla liberalizzazione», stabilisce anche che «detto principio debba essere oggetto di necessario bilanciamento con altri principi e valori di rango almeno pari, se non superiore, quali la tutela della salute e dell’ambiente, la lotta al degrado urbano, la tutela dell’ordine pubblico, la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici». La proposta è stata presa in carico dagli uffici legislativi di Palazzo Cesaroni e, nelle prossime settimane, la Commissione deciderà in merito a eventuali audizioni.

Twitter @DanieleBovi

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