Tutti uniti attorno al proprio simbolo, alla rappresentazione della Terni indstriale fatta di forza lavoro, energia idraulica e acciaio ma attraverso un monumento di indiscussa bellezza che qualcuno descrive come il calamaio della città e di pagine in effetti ne ha scritte tante. Quella fontana dello Zodiaco di piazza Tacito, tanto per dirne una, ieri era alla terza inaugurazione della sua storia. «Nessun appuntamento ufficiale» il monito di Palazzo Spada per evitare la responsabilità di assembramenti, ma all’imbrunire centinaia di ternani si sono radunati per assistere allo spettacolo della riaccensione. Raffica di selfie celebrativi da parte dell’amministrazione comunale che, non senza difficoltà, in un percorso complesso e multidiscipinare come sottolinea il Responsabile unico del procedimento, ha raggiunto il traguardo prima della fine del 2021 e non era scontato. Ma in questo clima generale di festa, non mancano sorrisi amari e rivendicazioni.
Fontana di piazza Tacito Tra il serio e il faceto, senza dire di più, il consigliere Alessandro Gentiletti di Senso civico che non risparmia mai critiche anche aspre alla maggioranza di governo della città con la quale sovente rafforza il contrasto, mercoledì sera ha pubblicato la foto del brindisi con la vicesindaca Benedetta Salvati, che la questione dell’opera se l’è presa davvero a cuore, sottolineando come fosse opportuno solamente festeggiare. Nel corso della conferenza stampa in videoconferenza, che ha sostituito di fatto l’inaugurazione in presenza, Luigi Carlini, numero uno della Fondazione Carit, oltre a esprimere emozione per l’obiettivo raggiunto, è tornato a sottolineare come tutto sia stato possibile grazie alle risorse messe a disposizione da Palazzo Montani Leoni, crescenti nel tempo. La nota più amara arriva invece dalle parti di via Mazzini, dai Dem della città.
Pd Terni «La fontana dello Zodiaco è un’opera di grande rilevanza, anche identitaria, per la città e per i cittadini ternani – dice il segretario del Pd Pierluigi Spinelli -. Nel 2010-2011 ci impegnammo nel nostro esercizio amministrativo a mettere in campo un progetto di restauro molto impegnativo che sapevamo sarebbe durato anni, per restituire la fontana monumentale alla città, ed è quello che è successo. Il punto è che chi amministra ha il dovere di occuparsi del presente, ma anche di progettare pensando al futuro. La Lega dice che quello della fontana è un progetto al quale hanno sempre creduto, e gli diamo atto di questo apprezzamento dell’importante lavoro fatto, ma va messo un accento sul fatto che tutto ciò non sarebbe stato possibile se anni fa non si fosse deciso di progettare per il futuro: un elemento imprescindibile ma di cui decisamente manca questa amministrazione, la cui principale occupazione sembra essere quella, beneficiando di quanto ereditato, di mettere su un portfolio fotografico di puro stampo propagandistico. Quindi, parliamo della nostra meravigliosa fontana perché ne siamo orgogliosi, ma ricominciamo a parlare di programmazione».
