Medici lungo il corridoio di un ospedale umbro (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Oltre un miliardo e 590 milioni, qualcosa in più dell’anno scorso grazie alla ripartizione delle premialità Questa la cifra del Fondo sanitario nazionale assegnata all’Umbria dopo l’accordo raggiunto giovedì a Roma prima tra le Regioni  e poi in conferenza Stato-Regioni. Secondo la prima bozza di riparto circolata mercoledì sera invece alla Regione ne sarebbero toccati 1,587, lo 0,12% in meno rispetto all’anno precedente. La virtuosa Umbria cioè, scelta dal ministero della Sanità insieme a Veneto ed Emilia Romagna come regione benchmark, ovvero come uno dei tre punti di riferimento nazionale per la definizione dei costi standard del settore, avrebbe così pagato i dati relativi alla popolazione calcolati attraverso l’ultimo censimento Istat. Poi tra le regioni ci saranno da ripartire i due miliardi per gli obiettivi di piano e non solo, i 592 vincolati per altri enti (come istituti zooprofilattici, Croce rossa e così via) e i 267 milioni di accantonamento. Con il lavoro di giovedì pomeriggio però le cifre sono cambiate.

MOBILITA’ PASSIVA, ACCORDO TRIENNALE CON L’EMILIA

I parametri Tra i parametri fondamentali per la definizione delle risorse che spettano ad ogni regione c’è proprio quello relativo alla popolazione. E così, scorrendo la bozza, si scopriva che ad essere presa in considerazione è la popolazione pesata al primo gennaio 2012 e non quella al primo gennaio dell’anno precedente: nel 2012 il dato era pari a 927.892, mentre l’anno dopo 906.167. Il 2,53% in meno. L’altro parametro decisivo è il costo medio pro-capite delle regioni benchmark.

Marini: buona notizia «L’accordo raggiunto tra le Regioni per il riparto del fondo sanitario – commenta la presidente Catiuscia Marini – è una buona notizia, certo questo è un anno duro e difficile, di fatto solo quest’anno abbiamo perso un miliardo e trecento milioni e, quanto a risorse, siamo tornati indietro di un decennio. Il riparto è tuttavia utile e necessario e le Regioni hanno condiviso i costi standard ed i criteri di premialità».

Quota superiore E proprio facendo riferimento ai criteri per la ripartizione delle premialità, la presidente ha sottolineato che «alla Regione Umbria è stata assegnata una quota d’accesso al Fondo leggermente superiore a quella dello scorso anno». «Una ulteriore nota positiva per l’Umbria in questo riparto – ha aggiunto – è data da un notevole incremento del saldo dovuto alla mobilità sanitaria interregionale. Per la prima volta inoltre, è stato riconosciuto anche il saldo relativo alla mobilità internazionale. Grazie a queste due voci che per l’Umbria sono positive, si potranno compensare le minori risorse dovute alla riduzione del Fondo sanitario nazionale. Resta, infatti, la sottostima della dotazione complessiva del Fondo nazionale che non coprirà nemmeno il maggior costo determinato dall’indice dell’inflazione generale. Senza considerare che il settore della sanità è caratterizzato da un indice di inflazione specifico molto piu’ alto, determinato da un lato dall’invecchiamento della popolazione e dall’altro lato dalla continua introduzione di nuove tecnologie ad alto costo». Infine la presidente, in una nota, ha ricordato che il riparto, per la prima volta, ha utilizzato anche i criteri dei costi standard.

Twitter @DanieleBovi

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