Nell’anno del taglio totale del budget nazionale agli atenei, quello degli Studi di Perugia è tra i più danneggiati. Nel 2024, rispetto al 2023 ha il 3,14 percento (non 3,24 come erroneamente scritto in precedenza ndr.) in meno dei fondi statali. Peggio dell’ateneo degli Studi perugino in Italia fanno Siena (-3,15), Sannio (-3,16), Basilicata (-3,17), Bergamo (-3,17), Napoli l’Orientale (-3,19), Urbino Carlo Bo (-3,19), Venezia Iuav (-3,20) e Macerata, l’ultima della classifica con un taglio di 3,21 punti.
E’ andata meglio invece per l’Università degli Stranieri di Perugia che invece si posiziona in alto nella classifica, subendo un taglio soltanto di 1,39 punti percentuali. Meglio della Stranieri fanno Ferrara, Foggia, Modena e Reggio Emilia, Napoli Parthenope, Padova e Tuscia tutto a risultato zero, ovvero pareggiando gli stessi soldi ricevuti l’anno precedente. Segue Roma Tor Vergata ( – 0,18) Stranieri Siena (-0,41), Parma (-0,53), Milano Bicocca (-0,88), Milano Politecnico (-1,29). Tutte le altre sono comprese nel range compreso tra la università degli Stranieri e quella degli studi ovvero tra i tagli di un punto e mezzo percentuale e di oltre re punti.
Ma è il fondo totale di finanziamento ordinario che è stato tagliato nel suo insieme, tant’è che nessun ateneo ha visto aumentare di un solo centesimo il proprio budget. Il taglio è stato di 173 milioni sul totale, che nel giro di dodici mesi è passato da 9,2 a 9,03 miliardi, con la promessa del ministro Bernini di ritornare ad aumentarlo nel 2025.
Il Fondo di finanziamento ordinario è il principale canale di finanziamento degli atenei statali. Si compone di tre parti: la quota base, legata in parte alla spesa storica dell’anno prima e in parte al costo standard per studente, la premiale per reclutamento e ricerca e infine la perequazione.
