di C.P.

«È stato un anno intenso, impegnativo e complesso per il perdurare di tensioni geopolitiche e di conflitti nel mondo, che hanno generato instabilità e insicurezza. In questo scenario la Fondazione ha portato avanti una politica di impegno finanziario del patrimonio prudente e diversificata, che ha consentito un’adeguata redditività e il raggiungimento delle finalità istituzionali del nostro sodalizio». Così l’avvocato Emiliano Strinati durante la conferenza di fine anno della Fondazione Carit di cui è presidente. «Il 2025 un anno molto importante, continueremo su questa scia».

Investimenti Tanti gli investimenti della Fondazione nell’ultimo anno. Si parla di oltre 9,7 milioni di euro stanziati nei settori: ricerca scientifica; arte e cultura, sanità pubblica, istruzione, volontariato e sviluppo locale. Nel corso dell’esercizio 2025 la Fondazione ha pubblicato sette bandi, stanziando complessivamente 2,980 milioni. Nell’ambito delle iniziative proprie deliberate e realizzate nell’anno corrente, tra le più significative, ci sono quelle riguardanti il settore dell’arte, attività e beni culturali. A febbraio 2025 si è tenuto, con l’organizzazione dell’associazione Fisarmonica Umbra di Terni, il concerto musicale ‘Back to Bach’ del trombettista Paolo Fresu con i Virtuosi Italiani presso la chiesa di San Francesco. Da aprile a giugno si è svolta poi, a palazzo Montani Leoni, la grande mostra ‘Da Degas a Boldini. Uno sguardo sull’impressionismo tra Francia e Italia’, organizzata dalla Fondazione e, a cura della dottoressa Anna Ciccarelli e del professor Pierluigi Carofano che, anche quest’anno, ha registrato un gran numero di visitatori provenienti dal territorio, ma anche da altre regioni e turisti esteri in vacanza, sempre con l’ampia partecipazione degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Nell’ambito dell’attività istituzionale e in occasione di detta mostra sono state acquistate inoltre dalla Casa d’aste Asta Sotheby’s, a Parigi, due prestigiose opere d’arte degli impressionisti Alfred Sisley e Camille Pissarro, entrate a far parte della Collezione.

Cultura Poi ancora. Il 2 luglio si è tenuto il tradizionale concerto estivo offerto dalla Fondazione alla città all’Anfiteatro romano di Terni, organizzato dall’Associazione Visionmusica, con la partecipazione di Stefano Di Battista 5tet & Colours Jazz Orchestra ‘La Dolce Vita’. Da pochissimi giorni è stata, infine, inaugurata la seconda mostra del 2025, sempre a palazzo Montani Leoni, realizzata interamente in house, dal titolo Collezione d’Arte. Da Signorelli a Burri, con l’esposizione di 45 opere appartenenti alla collezione della
Fondazione, a cura della dottoressa Anna Ciccarelli, che sarà visitabile fino al primo
marzo 2026. Lo scorso 13 dicembre, infine, nella splendida cornice della chiesa di San Francesco, si è tenuto il tradizionale concerto di Natale della Fondazione, quest’anno allietato da ‘Le Altre Stagioni- Vivaldi, Piazzolla e Richter’ dell’orchestra I Virtuosi Italiani con il direttore e solista Alberto Martini e violino solista Marcus Placci.

Territorio Per quanto riguarda il settore dello sviluppo locale, la Fondazione ha ospitato il pre-opening della tredicesima edizione di Digital Meet, la cui tematica di questa edizione ha riguardato il legame digitale e salute, digitale ed energia, digitale nella quotidianità e intelligenza artificiale. La Fondazione ha anche finanziato un importante intervento di restauro e riqualificazione del Teatro di Amelia, in cofinanziamento con la Regione Umbria e altri soggetti privati. Riguardo l’intervento di restauro della Fondazione in merito al teatro, il presidente ha riferito che i lavori sono in corso. Dopo la richiesta di chiarimenti da
parte della Fondazione sullo stato dell’arte dell’intervento, il Comune di Terni, lo scorso
agosto, ha inviato una relazione dalla quale si evince che il progetto dei lavori relativi al I
stralcio funzionale è stato oggetto di due perizie di variante in corso d’opera, per le quali
la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, lo scorso marzo, ha
rilasciato parere positivo e nella stessa occasione avrebbe, inoltre, autorizzato anche il
progetto esecutivo relativo al II stralcio.

Sanità Per quanto riguarda i fondi messi a disposizione della sanità pubblica, la Fondazione nel 2025 ha finanziato per oltre 1,5 milioni di euro l’acquisto di nuove apparecchiature per i reparti di Pronto soccorso, Neurologia, Radiologia interventistica, Gastroenterologia ed Emodinamica dell’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’, al fine di rendere possibile l’intervento di riqualificazione e ammodernamento tecnologico del nosocomio ternano. Rispetto a questo il presidente Strinati ha aggiunto: «Nel prossimo anno vorremmo investire più risorse possibili per attrezzature d’avanguardia». Sull’ospedale: «Sono sicuro che la pubblica amministrazione comunale e regionale, per l’ospedale, faranno le scelte giuste. Non mi intrometterò, però l’ospedale di Terni ora va aiutato».

Novità Il presidente Strinati lunedì ha comunicato che, con delibera del consiglio di amministrazione dello scorso 10 dicembre, la Fondazione è uscita dalla Consulta delle Fondazioni Umbre a far data dal primo gennaio 2026. Alle basi della decisione, informa Strinati, si trova il particolare momento storico di difficoltà economica, ambientale e sanitaria, in cui versa il territorio di competenza della Fondazione, che impone la concentrazione delle risorse in maggior misura rispetto al passato. Risorse che quindi non possono, allo stato, essere distolte da tale destinazione. Passaggio anche su Umbria Jazz. «Nei confronti dell’organizzazione non abbiamo alcuna vena polemica. Sicuramente si ripristinerà il rapporto e, in futuro, si farà. Tra l’altro, in questi anni – ha concluso Strinati – come cittadino, ho visto gli spettacoli a Perugia e quelli a Terni. E ho il notato un grande divario tra la qualità dei due. Sicuramente, da parte nostra c’è disponibilità ma dietro un patto di garanzia e cioè che a Terni ci siano artisti di qualità come a Perugia».


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