Ripristino per il solo 2015 dei livelli retributivi del 2012, mentre tutti i dipendenti del Comune di Foligno beneficiano di un lieve aumento. Tavolo tecnico riunito una sola volta alla metà di ottobre e poi mai più convocato. E dal primo gennaio 41 agenti in organico compresi i due poliziotti provinciale recentemente assorbiti e quelli che per problemi di salute non possono essere impiegati in servizi esterni.
TUTTO SUGLI SCIOPERI DEI VIGILI URBANI
Vertenza aperta C’è questo al centro di quello che Uil-Fpl, Csa e Sulpl definiscono «un clima compromesso da contrasti che appaio insabili» tra l’amministrazione comunale e il corpo di polizia municipale di Foligno che nei giorni scorsi ha festeggiato il 169esimo anniversario «alla presenza – precisano i sindacati – della comandante Piera Ottaviani, di due vice comandanti e di qualche agente comandato in servizio». I rappresentanti dei lavoratori con una nota stampa tornano alla carica evidenziando come «al momento i vigili continuano a essere in realtà penalizzati rispetto agli altri dipendenti dell’ente, anche se il problema – mettono in chiaro – non è squisitamente economico come riferito durante la cerimonia e inopportunamente dalla comandante che invece ha preferito tralasciare i problemi organizzativi ai quali – si legge nella nota delle sigle – continua a non fornire risposte».
«Contrasti insanabili e clima compromesso» In questo senso, le organizzazioni sindacali ricordano che al tavolo tecnico convocato alla metà di ottobre «è stato richiesto di affrontare i problemi per tentare di risolverli uno a uno perché – scrivono – abbiamo cercato di creare in tutti i modi le condizioni per un confronto costruttivo, ma gli incontri non sono stati più convocati per cui così come di risposte non ne abbiamo più ricevute, poi non ci si stupisca se i vigili protestano, ormai il clima all’interno del comando di polizia municipale è talmente compromesso che i vigili si sentono ospiti non graditi a casa propria, oltre ad avere l’impressione che ormai la cerimonia sia una pura formalità anziché la celebrazione di un passato da tanti rimpianto».
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