
di Maurizio Troccoli
Circola in Ferrari o in Maserati, atirando i sospetti dei finanzieri che vogliono vederci chiaro su cosa si nasconda dietro quel tenore di vita. Così finisce nella lente di ingrandimento delle fiamme gialle un imprenditore quarantenne di Foligno che opera nel campo dell’edilizia e che probabilmente credeva d farla franca immaginando che bastasse intestare alla madre anziana le auto di lusso, per sfuggire alle tecniche affinate di controllo degli agenti della finanza. Ma vediamo i particolari e le abitudini dell’uomo.
Chi è Ha la passione per le auto di grossa cilindrata e proprio partendo dal possesso di una Ferrari 360 Modena, una Maserati GT 3200 ed una Mercedes SLK 200 Kompressor queste due ultime intestate alla madre ultrasessantenne le fiamme gialle hanno dato vita ad una intensa attività di indagine.
Gli accertamenti Da qui sono iniziati i primi accertamenti che si sono poi sviluppati in una verifica fiscale nei confronti della società di costruzioni, di cui era amministratore nonché socio, che, a quanto accertato dalle fiamme gialle, «dimenticava» di dichiarare più della metà delle proprie vendite.
L’evasione Si aggira intorno ai 7 milioni di euro per le imposte sui redditi e circa 760 mila euro per l’imposta sul valore aggiunto l’ammontare dell’evasione accertata dai finanzieri nei confronti della società, relativamente alle annualità 2008, 2009 e 2010. Il comportamento era sempre lo stesso: si omettevano di dichiarare gran parte degli introiti derivanti dalle vendite degli appartamenti costruiti.
I conti correnti La società infatti aveva irregolarmente tenuto le scritture contabili rendendo difficoltosa la ricostruzione del reale volume di affari, ma l’esame dei conti correnti bancari intestati all’amministratore ed ai propri familiari, ha consentito di ricostruire l’ammontare delle transazioni economiche effettuate.
La denuncia L’amministratore della società è stato denunciato per frode fiscale. Il comando provinciale della guardia di Finanza di Perugia, nei primi 4 mesi del 2012, ha accertato 57 reati fiscali, in aumento di circa il 10 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che hanno portato alla denunzia di 42 persone.
Il bilancio Queste attività volte alla scoperta delle frodi fiscali, hanno portato al recupero di una base imponibile di euro 17.886.000 e di un’ iva evasa di circa 2.274.000 euro. Nei confronti delle persone responsabili dei suddetti reati sono state avanzate all’ autorità giudiziaria proposte di sequestro pari ad euro 2.351.200 ed eseguite sequestri per 78.816 euro.
A Terni accade lo stesso Intesta una Ferrari e una Lamborghini, del valore rispettivamente di 210 mila euro e di 310 mila euro, a un familiare ma, secondo il nucleo di polizia Tributaria di Terni, nasconde nel tempo al fisco ricavi per un importo proprio equivalente a quanto speso per acquistare una delle due autovetture di lusso.
Chi è Si tratta di un imprenditore, titolare di una ditta individuale, operante nel settore manifatturiero della provincia di Terni, presente sul mercato da tempo, che, secondo le verifiche svolte dalla Gdf, ha realizzato una evasione fiscale mediante la mancata annotazione di vendite di merce, adottando due stratagemmi: il primo indicando in alcune fatture per cessioni verso l’estero valori inferiori rispetto al valore del bene; nell’altro caso, utilizzando la stessa numerazione di protocollo per più fatture, con il risultato di registrarne in contabilità solo una e di conseguenza non dichiarare le altre.
La verifica della Gdf è scattata quando ci si è resi conto che uno dei familiari dell’imprenditore (peraltro non impegnata nell’attività della azienda) era intestatario di più immobili, nonché, tra il 2009 e il 2011, anche delle 2 autovetture di lusso; da lì i finanzieri sono risaliti all’attività di impresa, contestando 350 mila euro di ricavi non dichiarati e iva evasa per 25 mila euro circa.
