di Chia.Fa.
«Amministratori e statisti devono essere liberi da vischiosità provinciali, aperti a orizzonti d’impegno e al dovere della pace, a partire da quella sociale». Parla soprattutto ai politici, dando un messaggio chiaro ai fedeli, il vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi che giovedì ha celebrato il solenne pontificale per il patrono San Feliciano nell’affollata procattedrale di Sant’Agostino, da cui poi nel primo pomeriggio è partita la processione.
Foligno celebra San Feliciano Qui, davanti ad alcune centinaia di folignati, il presule ha guardato alle elezioni comunali di maggio, con un lungo intervento tutto incardinato sulle «beatitudini del politico: beato quello libero di ricercare il bene comune, quello che non trascura il pianto e il grido del popolo e non trascura la pace sociale; Beato il politico mite e umile di cuore che non ha pretesa di occupare spazi; Beato il politico che ha fame e sete di giustizia e quello che non finge di essere misericordioso, lasciandosi sedurre dall’ambizione di rassomigliare ai cittadini, ma si lascia guidare dal desiderio di orientare la società e beato anche il politico che quando è incompreso, pur avendo fatto tutto il possibile, sa accettare l’ingratitudine e cammina a testa alta perchè quando la coscienza è libera può continuare a guardare tutti negli occhi, senza incertezze, senza battere ciglio». Il presule ha evidenziato che «gli amministratori e gli statisti dotati di sano realismo studiano i dossier, non smanettano sul web, cadendo in scorciatoie demagogiche, né si fanno sedurre dall’ambizione di rassomigliare ai cittadini, ma si lasciano guidare, unicamente, dal desiderio di far crescere la società».
Omelia del vescovo per i politici Il precetto del vescovo era in parte già arrivato durante l’omelia per i primi vespri di mercoledì sera, quando era stata chiesta «l’intercessione del patrono, affinché ci aiuti a riconoscere che, nella chiara distinzione dei ruoli e delle finalità, la Foligno positivamente laica e la Foligno della fede sono chiamate a concorrere al bene comune e a custodire la linfa delle loro radici e i tratti caratteristici della loro storia». Quindi il richiamo forte a valori universali, con gli amministratori sollecitati «a far prevalere l’unità sul conflitto, a esercitare l’arte della mediazione, ricercando – dice il vescovo di Foligno – non una convenienza tattica, ma una convergenza strategica, alla cui base ci sia la solidarietà e avendo a cuore sopra ogni cosa la ricerca del bene dei cittadini e il rispetto della dignità umana, senza ignorare le minoranze e non lasciandosi condizionare dal consenso immediato: chi governa con l’assillo di essere rieletto – ha detto Sigismondi – si candida a diventare inaffidabile e si espone al rischio di dimenticare che la politica è il terreno dove si costruisce il bene comune». Alla funzione religiosa hanno partecipato le massime autorità civili e militari della città, presenti tra gli altri il sindaco Nando Mismetti e la presidente Catiuscia Marini, che ha poi detto di aver «apprezzato molto le riflessioni e le parole del vescovo sulla necessità di statisti e amministratori guidati unicamente dal desiderio di far crescere la società, di fare quella ‘buona politica’ in cui mi riconosco».
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