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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 07:56

Focolaio di Covid-19 tra i pellegrini arrivati ad Assisi: un no vax in terapia intensiva

Quasi 24 positivi tra i 92 turisti veneti che hanno raggiunto l’Umbria nei due pullman

©Fabrizio Troccoli

di C.F.

Ventiquattro positivi su 92 turisti arrivati in Umbria dal Veneto per un pellegrinaggio ad Assisi, uno di questi è trattato in terapia intensiva e risulta non vaccinato. Allerta nelle ultime ore a Pieve di Soligo (Treviso) per il focolaio di Covid individuato dal Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale.

Focolaio di pellegrini A far scattare l’allarme proprio il ricovero in terapia intensiva di un paziente che la scorsa settimana aveva partecipato al pellegrinaggio ad Assisi. Al momento sono state individuate 92 persone, gran parte delle quali hanno raggiunto l’Umbria a bordo di due pullman, mentre altre sarebbero arrivate in auto: tra queste 24 positivi, 3 casi sospetti e 65 contatti stretti.

Si sono contagiati in Veneto Secondo quanto riferiscono le autorità sanitarie dell’Umbria sul territorio non risultano casi collegati ai pellegrini veneti, ma si sta comunque valutando un’attività di tracciamento. In particolare, dal Veneto i medici hanno inviato una relazione ai colleghi umbri, sostenendo di aver individuato il potenziale paziente zero, che non ha partecipato al viaggio, ma era invece presente a una riunione preparatoria.

La sindaca Secondo quanto riferisce la sindaca Stefania Proietti, che invita tutti ad attenersi alle misure di sicurezza, «il gruppo non si trova in città e di sicuro i pellegrini non possono aver preso il virus ad Assisi perché non risulta alcuna rilevazione o tracciamento da parte del Dipartimento di prevenzione dell’Asl1 dell’Umbria con cui siamo costantemente in contatto. È molto più probabile che il virus sia stato contratto durante il viaggio o in altri luoghi. Pur partecipando alla preoccupazione di tutte le persone che si trovano in questi giorni a combattere contro il Covid, pare scorretto e strumentale tirare in ballo il nome di Assisi come se fosse un posto insidioso e pericoloso per il contagio della pandemia».

@chilodice

 

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