Pochi soldi e per troppo poche persone. E’ la sintesi di Assindatcolf, l’associazione dei datori di lavoro domestico, a proposito del bonus badante annunciato dalla premier Meloni che, alla prova dei fatti, ha lasciato tanti, troppi, anziani fragili a mani vuote.
A livello nazionale arriverà a 25 mila over 80 non autosufficienti, con assegno di accompagno e un Isee fino a 6 mila euro. In Umbria invece raggiungerà appena 670 persone. Una goccia nel mare di bisogni vitali.
La discriminante sarebbe proprio quel limite dei 6 mila euro all’Isee che tiene fuori dal bonus la maggior parte di persone che ne hanno bisogno per una vita minimamente dignitosa, nella fascia d’età più fragile durante la quale l’affiancamento di una badante significa poter riuscire a continuare a vivere all’interno delle proprie mura domestiche.
I destinatari del mini bonus badante per due anni riceveranno una integrazione da 850 euro al mese dell’assegno di accompagno, da spendere per il badante. Ai 10.200 euro l’anno di assegno di cura si aggiunge lo sconto dei contributi previdenziali del badante, fino a un massimo di 3 mila euro se lo si assume a tempo indeterminato. Il totale fa 13.200 euro ma una badante mediamente – secondo Assindatcolf – costa 19 mila euro. Vale a dire 6 mila euro mancanti che un anziano fragile difficilmente riesce a reperire. Paradossalmente quello che mancherebbe equivale al tetto Isee previsto per riceverlo.
L’associazione Assindatcolf chiede al governo di estendere sia gli 850 euro mensili del bonus che la decontribuzione a tutte le famiglie che ogni giorno hanno necessità della badante. La premier Meloni aveva promesso mille euro per tutti e un miliardo di spesa. Le risorse attuali risultano 500 milioni nel 2025-2026 per coprire gli 850 euro. La Cigli denuncia che «si copre lo 0,6% degli anziani non autosufficienti e il 2,3% degli over 80 con assegno di accompagnamento». Gli anziani non autosufficienti in Italia sono 3,8 milioni di cui 1 milione con l’assegno di accompagnamento.
Nel 2030 in Italia saranno 5 milioni gli anziani non autosufficienti. In Umbria invece saranno oltre 80mila, quasi il 40% della popolazione totale over 65. Siamo ai primissimi posti in classifica tra le regioni italiane per presenza di anziani e soprattutto di over 65 con patologie croniche. La media dell’ssistenza sanitaria domicilare indica 15 ore al mese, ovvero 4 ore settimanali. E’ facile comprendere come le famiglie si sentano obbligate a privarsi di risorse per rivolgersi al mercato privato dell’assistenza e, spesso, a badanti irregolari. Inoltre ci sono 300 anziani in liste d’attesa per essere ricoverati nelle Rsa.
