di Maria Giulia Pensosi 

La filosofia come atteggiamento, come ‘farmaco razionale’, come strumento per guardare la vita da prospettive diverse e poi i giovani con la loro voglia di mettersi a disposizione del prossimo, di regalare un sorriso e con l’intenzione di utilizzare la tecnologia come strumento di supporto. Questa è l’anima del progetto ‘Pillole di filosofia’, che si traduce in una serie di contenuti multimediali inseriti all’interno dell‘app PegaSos, basata sull’umanizzazione delle cure oncologiche. Un’iniziativa per la prevenzione del disagio psicofisico e per la promozione del benessere che ha visto coinvolti gli studenti del liceo Angeloni di Terni.

Dall’app PegaSos a ‘Pillole di filosofia’ L’app PegaSos è fruibile da maggio 2024 ed è nata dalla collaborazione tra l’ospedale Santa Maria di Terni, l’Istituto tecnico Itt Allievi Sangallo e l’Associazione Umbra per la lotta Contro il Cancro. L’applicazione intercetta il bisogno di informazioni di diversi soggetti e si rivolge non solo ai pazienti oncologici, ma anche ai professionisti e ai caregiver. Un progetto per il quale l’istituto tecnico tecnologico di Terni nella giornata di venerdì è stato premiato a Roma come primo classificato in un concorso nazionale rivolto alle scuole secondarie superiori. Ed è proprio all’interno di questa app che dal 15 ottobre sarà fruibile la sezione ‘Pillole di filosofia’ curata dagli studenti del liceo Angeloni – in un Pcto scuola-ospedale – guidati dalla professoressa Eva Valeriani con la supervisione e il supporto del dottor Stefano Bartoli e della dottoressa Sara Meloni, rispettivamente direttore e dirigente della Sc di Psicologia dell’azienda Ospedaliera di Terni.

‘Cura razionale’ «L’idea nasce da una riflessione su come poter umanizzare le cure e quindi introdurre la filosofia come ‘strumento’ per aumentare il senso di benessere e di autoefficacia – ha spiegato la professoressa Eva Valeriani ai microfoni di Umbria24 -. Tutto è partito dalla volontà da parte dell’ospedale di continuare a coinvolgere gli studenti attraverso percorsi di Pcto nello sviluppo dell’app PegaSos»All’interno dell’app quindi saranno disponibili contenuti multimediali, audio e video, interamente realizzati dagli studenti del liceo ternano che hanno messo anima e corpo per portare a terra il progetto. I contenuti hanno l’obiettivo di ‘arrivare’ a chi li ascolta, di essere di sostegno nei momenti difficili e di fornire strumenti per guardare la vita da prospettive diverse. «La riflessione razionale se sviluppata in maniera filosofica – continua la professoressa – ci può permettere di sviluppare degli atteggiamenti che possono portare a guardare la vita da prospettive diverse. La cura di sé, il senso e significato della vita, sono tutte questioni afferenti alla filosofia. Già Epicuro parlava della filosofia come ‘cura’ contro le paure e la disciplina, in questo senso, si propone di aiutare a far comprendere ai pazienti oncologici che nonostante la malattia c’è ancora una parte di loro che può prendere decisioni e che si può dare un nuovo significato alla vita, diverso da quello che conoscevano prima».

Filosofia come strumento «Le ‘Pillole di filosofia’ si propongono di essere utili per ascoltare di sé stessi e ciò che si prova – spiega ancora la professoressa Valeriani -. Nella vita di tutti i giorni, per esempio, siamo sempre più abituati a pensare che il nostro tempo assuma significato solo se siamo molto produttivi. Lavorare e impegnarsi danno valore al tempo. Chi affronta un percorso oncologico spesso si trova a dover necessariamente modificare le sue abitudini quotidiane e potrebbe avvertire che la vita, che non ha più il ritmo di prima, abbia perso di importanza. Ecco, la filosofia in questo senso può aiutare a capire che si può cambiare modalità di pensiero e adattarla alla situazione attuale, non restando sintonizzati su quella passata». Al centro dei contenuti ci sono gli studenti che, oltre a prestare la loro voce alla causa, sono stati i primi a mettersi in discussione e a cimentarsi in nuove prospettive: «Prima di registrare i contenuti – riprende la docente – i ragazzi hanno dovuto riflettere sui loro pensieri rispetto alla morte, alla cura, alla responsabilità, al significato della vita e del tempo. È stato un viaggio di pratica filosofica prima di tutto su loro stessi. È stato un viaggio altruistico, gli allievi hanno lavorato su loro stessi per trasmettere poi qualcosa agli interlocutori. Il filo conduttore è stato un grande senso di responsabilità e voglia di far star bene il prossimo».

Tecnologie come strumento di supporto Al centro del progetto anche il rapporto tra giovani e tecnologie; i ragazzi infatti hanno dimostrato che la tecnologia di oggi può essere utilizzata anche come forma di supporto e che l’umanizzazione delle cure può passare anche per un uso intelligente degli smartphone e della rete in generale. I contenuti multimediali di ‘Pillole di filosofia’ verranno presentati martedì 15 ottobre alle 10 presso la biblioteca comunale di Terni.

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