Il professor Angelo Vescovi

di Marco Torricelli

Mentre a Terni divampano le polemiche sulla banca del cordone ombelicale, il progetto relativo al centro per la conservazione e lo studio dell’applicazione terapeutica delle cellule staminali, di cui si sembrano essere perse le tracce, un inquietante episodio, avvenuto a Milano, ha provocato una decisa presa di posizione del professor Angelo Vescovi, che di quel progetto è alla guida.

Il ritrovamento Un feto umano di circa quattro mesi è stato trovato all’interno di una cella frigorifera del Dipartimento di biotecnologie e bioscienze all’università Bicocca, a Milano. La scoperta è stata fatta dai componenti di un gruppo di ricerca, coordinato proprio dal professor Vescovi, che si occupa di cellule staminali. Ma «l’università non conduce alcun tipo di
ricerca che preveda l’utilizzo di feti umani», ha detto il rettore, Marcello Fontanesi, che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna, che si affiancherà a quella disposta dalla magiatratura.

La denuncia Ma una lettura, decisamente sconcertante, è quella che dell’episodio è stata data dal professor Angelo Vescovi: «Questo episodio – ha detto – avviene in concomitanza con la conclusione di un’importante ricerca sulla Sla che abbiamo realizzato non in Bicocca, ma presso il Centro europeo di ricerca sulle cellule staminali di Terni. Posso solo ipotizzare, ma è una mia personale opinione – ha proseguito – che si possa trattare di un sabotaggio organizzato forse da gruppi estremisti ideologicamente orientati». Ed ha ricordato altri due episodi, sempre legati alla ricerca con l’utilizzo di cellule staminali, che sarebbero avvenuti all Bicocca e all’ospedale San Raffaele, «dove ignoti hanno distrutto anni e anni di ricerche».

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