di Daniele Bovi

«È stato un festival spettacolare. Oggi possiamo dire, come molti speaker hanno già detto, che a Perugia c’è il miglior festival del giornalismo al mondo». Così Arianna Ciccone e Chris Potter tracciando lunedì mattina il bilancio della decima edizione del Festival internazionale del giornalismo che si è chiuso domenica a Perugia. Un albero che mette radici sempre più profonde e che dà i suoi frutti: «Gli speaker esteri dei quali mi occupo – dice Potter – rimangono sempre più incantati dall’ambiente di Perugia e da tutta la comunità che ruota intorno al festival. Dovremmo essere orgogliosi di quello che abbiamo creato, ormai è un festival di fama mondiale e un patrimonio culturale che ha ancora possibilità di crescita».

L’edizione 2017 Per il 2017 (edizione prevista dal 5 al 9 aprile) la formula, al di là dei temi di attualità che verranno scelti nel corso dell’anno, è confermata: «Da una parte – dice Ciccone – c’è la formazione, tutta gratuita, momento fondamentale e forse il più sottovalutato quando si parla del festival. Dall’altra ci saranno i temi di attualità. Quando cominciamo a montare il festival, non sappiamo dove stiamo andando, il quadro lo vediamo solo alla fine. E poi lasceremo sempre più spazio a giornalisti non ‘importanti’». «Dopo il casino del 2014», il rapporto con le istituzioni, dalla Regione che è main sponsor al Comune, si sono dimostrati «molto disponibili. Rispetto ad altri anni non c’è stato paragone».

FOTOGALLERY: ANYTHING TO SAY? NO THANKS

I numeri Tra i momenti da mettere in valigia di questa edizione 2016 il racconto del lavoro fatto sul campo dai ragazzi di Raqqa: «La standing ovation per loro in una sala dei Notari piena – ha detto la fondatrice – è stato il momento più commovente del festival». Un Ijf che è anche (e forse questo in molti lo hanno capito con ritardo) uno straordinario veicolo di promozione per il territorio. Basti pensare al video realizzato dal Guardian e pubblicato sul loro profilo Facebook e alle foto con le bellezze di Perugia postate o twittate dai tantissimi giornalisti che hanno affollato il capoluogo umbro. E a proposito di numeri: 549 speaker da 34 paesi, 259 eventi in 17 location, 170 mila visite al sito e 1.850 camere d’albergo occupate. Quanto alle presenze, «non vogliamo sparare cifre per fare notizia. Non possiamo dare numeri certi». Al massimo si può fare una stima, quella delle presenze relative agli eventi, tutti affollati: «Parliamo – dice Ciccone – di circa 65 mila presenze».

Nuove sale E poi ancora: 35 mila accessi per il canale Youtube (ma mancano i dati dell’ultimo giorno), 7 mila ore di visualizzazioni dal vivo e on demand, 50 mila tweet da quattro continenti con l’hashtag #Ijf16 (il tweet più condiviso è stato quello del video dell’evento Raqqa is Being Slaughtered Silently: il coraggio di raccontare la Siria sotto l’ISIS, twittato mezz’ora dopo il termine dell’incontro, raggiungendo circa 20.700 visualizzazioni), 440 mila visualizzazioni dei contenuti su Facebook, 120 mila tra ‘mi piace, clic, condivisioni e commenti. Quanto alla fascia di pubblico più ampia che interagisce con la pagina fan ufficiale, dall’analisi emerge che è quella delle donne tra i 25 e i 34 anni, che rappresentano il 24 per cento dei fan. E per il prossimo anno si lavora all’inserimento di nuove sale: da quelle del Turreno e del Pavone alla sala Podiani di palazzo dei Priori.

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