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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 17:45

Ferrovie e Anas, 4 miliardi di investimenti in Umbria: raddoppio binari Orte Falconara e Nodino

Poi velocizzazione della Foligno – Terontola e potenziamento Terni – Rieti. Completamento della E78, Tre Valli e Perugia – Ancona

Un tratto dei nuovi binari tra Castello e Umbertide

Ci sono quasi 4 miliardi di investimento, prevalentemente per infrastrutture in Umbria, annunciate dal Gruppo Ferrovie dello Stato, sia per i binari che per le strade, nel periodo 2022-2031 e che riguardano opere non contrattualizzate. Sono stati annunciati in occasione della presentazione del piano industriale nazionale che vale 190 miliardi di investimenti equivalenti a un impatto di 2-3 punti percentuali di pil.

Investimenti in Umbria Per l’Umbria parliamo esattamente di spese per 3,951 miliardi di euro di cui 3,56 miliardi in infrastrutture. Di questi, 1,4 miliardi riguardano quelle ferroviarie e saranno per lo più destinati al raddoppio della Orte – Falconara, alla velocizzazione della Foligno – Terontola ed al potenziamento della Terni – Rieti – Sulmona. Ammontano invece a 2,16 miliardi di euro le risorse destinate alle infrastrutture stradali: tra gli interventi principali il Nodo di Perugia, il completamento della E78 e della Tre Valli Umbre e l’intervento sulla SS318 con il completamento delle Gallerie Picchiarella e Casacastalda.

In particolare Sono 389 invece i milioni di euro destinati al Polo passeggeri: 218 in ambito ferroviario, che si tradurranno nell’arrivo di 12 nuovi treni dedicati al trasporto regionale e nel potenziamento dell’offerta sulla Orte – Falconara e 171 milioni per i servizi su gomma del Trasporto pubblico locale, destinati alla progressiva messa in circolazione di 474 nuovi mezzi (elettrici, a gas, ibridi e H2). Completano il Piano le risorse destinate al Polo logistica e al Polo urbano: per il primo si prevede un potenziamento e lo sviluppo di nuovi collegamenti, che porteranno ad un incremento previsto del fatturato di circa il 60% nel 2013 rispetto a quelli attuali, mentre per il Polo urbano si stimano circa 200 mila mq di aree da valorizzare, con i principali progetti che riguarderanno le stazioni di Terni e Foligno, progetti per lo sviluppo di parcheggi di mobilità elettrica e progetti di riforestazioni su aree dismesse.

Il piano nazionale Si parla di poli poichè il nuovo piano industriale mira a ridisegnare Fs in quattro poli di business: “Infrastrutture”, “Passeggeri”, “Logistica” e “Urbano”. La visione strategica e industriale di lungo periodo ha, tra i suoi principali obiettivi, «dare certezza di esecuzione alle opere infrastrutturali nei tempi previsti; favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto al trasporto privato; incrementare fino a raddoppiare rispetto al 2019 il trasporto merci su ferro; rendere le infrastrutture ferroviarie e stradali più sostenibili, accessibili,  integrate efficacemente fra loro e resilienti, incrementandone la dotazione anche per ridurre il gap tra nord e sud del Paese; aumentare il grado di autonomia energetica del Gruppo attraverso fonti rinnovabili e contribuire, anche in questo campo, alla transizione ecologica del Paese».

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