«Confronto con l’autorità sanitaria locale per l’adozione di eventuali misure interdittive». Questo una delle sei azioni definite congiuntamente dalle amministrazioni comunali di Terni e Narni sul caso della contaminazione da sostanze organo-alogenate delle falde riscontrata dai tecnici dell’Arpa e della Provincia che hanno accertato a Fontana di Polo e Polymer-Le Campore la presenza di tetrocloroetilene 7 e 9 volte superiore alla soglia di legge.
Scontro M5s-Giacchetti Sull’indagine già nei giorni scorsi ne è nato un durissimo scontro tra Thomas De Luca del Movimento 5 stelle di Terni e l’assessore Emilio Giacchetti, col primo che chiedeva al sindaco Leopoldo Di Girolamo di firmare un’ordinanza ad hoc sia per il divieto di uso a fini irrigui dell’acqua captata dai pozzi presenti nell’area che per evitare richieste di autorizzazione per la realizzazione di nuovi pozzi nella zona e il secondo che chiariva come già l’autorità sanitaria avesse provveduto a informare i proprietari dei pozzi.
Piano Terni-Narni A qualche giorno dal botta e risposta sul delicatissimo tema le due amministrazioni comunali di Terni e Narni si sono accomodate al tavolo e hanno definito sei azioni sulla contaminazione della falda della Conca, tornando però a precisare che «restano confermate le procedure già individuate dallo studio volte alla salvaguardia della salute dei cittadini e che l’inquinamento non riguarda i pozzi utilizzati dal servizio idrico pubblico».
Accordo con Arpa Umbria Tuttavia, evidentemente, è emersa la necessità di approfondire ulteriormente il fronte ambientale alla luce di quanto reso noto il 17 marzo scorso da Arpa e Provincia. Tanto che i due Comuni hanno deciso di procedere con «un aggiornamento delle tavole allegate ai piani urbanistici comunali, costituzione di una rete di valutazione locale di monitoraggio delle acque di falda, progettata da Arpa a cui si proporrà anche un convenzionamento delle attività di analisi dei pozzi appartenenti alla rete di cui al punto precedente».
«Confronti con Asl per misure interdittive» Il tutto nell’ottica di «adozione delle misure necessarie e, comunque, più opportune per la tutela della salute pubblica, previo confronto con l’autorità sanitaria locale per eventuali misure interdittive, mentre relativamente alle richieste di escavazione di nuovi pozzi, richiesta ai titolari dell’istanza di fornire adeguate analisi afferenti ai contaminanti oggetto di studio, prima dell’utilizzo dell’acqua di falda e ripetizione annuale delle stesse». A chiudere il cerchio «un campagna informativa che comprenda la promozione e la partecipazione ad incontri con la cittadinanza opportunamente organizzati, nonché la predisposizione di materiale informativo quali opuscoli e pieghevoli»
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