Ancora una volta San Fortunato. È andato al quartiere del priore Riccardo Pioli la 43esima edizione del Falco d’oro che per il settimo anno consecutivo ha primeggiato su Sant’Agostino, San Bartolomeo e San Francesco.
Settimo Falco d’oro a San Fortunato Immensa la gioia dei quartieranti che hanno incitato i sei giostratori durante l’ultima sfida, la Corsa dei Bovi, andata in scena causa maltempo giovedì sera al parcheggio di viale della Vittoria. Qui San Fortunato ha staccato gli avversari sin dalla corsa, durante la quale ha totalizzato il tempo di 26 secondi e 44 centesimi, lasciando San Bartolomeo in un nugolo di polvere. A turno, in ognuna delle 3 batterie, ha sfidato tutti i i quartieri, San Francesco alla seconda tornata e Sant’Agostino alla terza, senza mai temere la rivalità. E i giostratori, con il loro toro Tanta Tara, hanno condotto una gara impeccabile, rapida, senza sbavature, totalizzando un tempo totale di 01.22,68.
La Corsa dei Bovi «In hoc signo vinces», sotto questo simbolo vincerai, è il motto che accompagna da tempo San Fortunato durante la Fuga del Bove di Montefalco, un modo per dire, anche, «comunque vada, far parte di questo quartiere è già una vittoria». Ma il popolo giallo non ne esce da semplice vincitore morale: San Fortunato è il Quartiere di Montefalco con il maggior numero di vittorie all’attivo, ben 14. Il toro Tanta Tara, 457 kg, ha percorso l’ovale di 195 metri per 3 volte senza mai tradire la fiducia dei maestri di corda, tutti atleti giovanissimi tra 16 e 20 anni, riconfermati dopo la vittoria del 2014. Ecco chi sono gli “eroi” di San Fortunato: Lorenzo Polveri, Marco Mattioli, Devis Fortini, Federico Mastrofabi, Andrea Tobanelli, Giacomo Mastrofabi, Andrea Rinalducci, Gabriele Tordi.
Pioli: «Risultato straordinario» Ed è principalmente a loro, alla loro fermezza e maestria nel guidare un toro imponente, che si deve questa vittoria. «Avevamo qualche dubbio sulla possibilità di vincere, perché il toro con cui abbiamo gareggiato è stato acquistato solo un mese fa – svela il giovane priore Riccardo Pioli – Come spesso succede, il toro che avevamo scelto all’inizio non ha raggiunto il peso minimo per gareggiare, così lo abbiamo dovuto sostituire in extremis. Grazie all’impeccabile allenamento dei nostri giocatori abbiamo ottenuto un risultato straordinario».
