«Il moltiplicarsi sul web di bufale sulle caratteristiche dei cibi che si traducono anche in frodi alimentari, possono ‘colpire’ anche 7 famiglie umbre su 10 (69%) che nel 2016 disponevano di accesso a internet da casa e influenzare il 43,8% delle persone della regione di 6 anni e più che utilizza la rete tutti i giorni». È quanto afferma la Coldiretti Umbria sulla base di un’elaborazione dei dati Istat, in riferimento all’indagine Coldiretti/ixe’ presentata a Roma, in occasione della campagna #stopfakeatavola promossa dalla Coldiretti e dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare nell’ambito del corso di formazione, organizzato in collaborazione con la Scuola superiore della magistratura.
L’indagine «Dall’indagine emerge tra l’altro – riferisce Coldiretti – come tre italiani su quattro (66%) sono preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute. Il web si configura sempre più come porto franco delle bufale alimentari con un preoccupante effetto valanga in una situazione in cui, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, il 53% degli italiani lo ha utilizzato almeno qualche volta durante l’anno per raccogliere informazioni sulla qualità dei prodotti alimentari».
Le bufale La scorretta informazione nell’alimentare ha un peso più rilevante che negli altri settori – sottolinea Coldiretti Umbria – perché va a influenzare direttamente la salute. Per questo occorre prestare particolare attenzione ed essere grati a quanti sono impegnati nello smascherare gli inganni e potenziare l’impegno per ricostruire un rapporto diretto tra chi produce e chi consuma nel segno della trasparenza. «Dall’ananas dimagrante allo zucchero di canna che non fa ingrassare, dalla favola che le banane sono le più ricche di potassio al kamut spacciato per un varietà di cereali antica con proprietà esclusive ma anche che mangiare carne o latte fa sempre male o che chi è intollerante al lattosio non deve mangiare formaggi, sono alcune delle bufale alimentari virali in rete, che entrano nella top ten delle fake news a tavola. Ad essere colpiti nei siti web e sui social sono praticamente tutti i prodotti che finiscono nel carrello – spiega Coldiretti – con accuse a sproposito o al contrario con l’attribuzione di proprietà salutistiche e nutrizionali non verificate».
Parmigiano vegano Nel primo quadrimestre del 2017 sono stati sequestrati dall’Icqrs del ministero delle Politiche agricole prodotti alimentari per un valore di oltre 59,3 milioni di euro, mentre nell’analogo periodo dello scorso anno il valore era stato di 3,29 milioni. Scorrendo l’elenco delle violazioni accertate dall’Ispettorato centrale della Tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), si scoprono anche ‘fake’ ai limiti del grottesco dal falso extravergine spacciato come 100% italiano ma ottenuto con miscele di oli lampanti e deodorati dalla Spagna al Parmigiano Reggiano garantito come ‘vegano’.
