di Daniele Bovi
Senza troppa voglia e sebbene «seccato» per quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio di facoltà, il preside di Medicina Luciano Binaglia rimarrà al suo posto fino alla fine dell’anno. Binaglia accoglie così l’invito del nuovo rettore dell’Università di Perugia, Franco Moriconi, fatto durante una trasmissione televisiva e poi ribadito lunedì attraverso un comunicato stampa con il quale le dimissioni vengono respinte. Una decisione, quella di Moriconi, presa «tenendo conto del delicato momento di transizione dell’Ateneo verso la definitiva attivazione dei nuovi dipartimenti universitari – scrive nella nota -, prevista per il primo gennaio». «La decisione – continua il nuovo rettore – è motivata dal fatto che l’eventuale mancanza di una guida sicura ed esperta, come quella fin qui dimostrata dal professor Binaglia, si rivelerebbe oltremodo negativa per un’efficiente e proficua attuazione del nuovo modello organizzativo voluto dal legislatore per l’Università, in un settore così importante come quello dell’area medica».
Solo 40 giorni Nuovo modello organizzativo che prevede la scomparsa della figura del preside per far posto al delegato del rettore, uno dei posti che pesano e peseranno di più sullo scacchiere dell’Ateneo perugino. Di sicuro, in queste giornate, avrà giocato un ruolo il lungo rapporto di amicizia che lega Moriconi a Binaglia. «Io – spiega il preside a Umbria24 – avrei voluto assolutamente togliermi da questa situazione ma, come ha detto il rettore, è indispensabile che si svolga una funzione di coordinamento da qui al primo gennaio, perciò cedo». «Dico anche – aggiunge – che avrei avuto voglia di non farlo, ma in fondo si tratta solo di quaranta giorni». Che il preside rimanga al suo posto è una notizia che fa felice anche l’Azienda ospedaliera di Perugia, visti i buoni rapporti tra il direttore generale Walter Orlandi e Binaglia.
I perché Tornando sui motivi che l’hanno portato a presentare dimissioni in un primo tempo «irrevocabili», i fatti avvenuti nell’ultimo Consiglio di facoltà ma non solo. Durante l’ultima seduta, all’ordine del giorno c’era anche il saluto ai prof che andavano in pensione, compreso il rettore uscente Francesco Bistoni, ma il numero legale non c’è, «cosa che ho considerato molto fastidiosa». Questione di rispetto, ma anche legata a quanto successo negli ultimi tempi, con la facoltà attraversata dai veleni sparsi sulla corsa per palazzo Murena. «Ci sono rimasto abbastanza male – prosegue Binaglia – quelli sono momenti importanti e invece intorno ho avuto un deserto desolante. Sono rimasto seccato perché ho pensato che ci fosse qualcosa di orchestrato».
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