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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 15:25

Ex Zuccherificio di Foligno, Comune non deve risarcire Coop. Ribaltata sentenza Tar

Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’ente: «Coop era promotore e doveva dare impulso all’espropriazione»

Il progetto per l'ex Zuccherificio

di Chiara Fabrizi

Il Comune di Foligno non deve risarcire Coop Centro Italia per la vicenda dell’ex Zuccherificio neanche per le opere di urbanizzazione che il Tar gli aveva invece riconosciuto. Il Consiglio di Stato ha accolto nelle ultime ore il ricorso del municipio, ribaltando di fatto la pronuncia di primo grado dei giudici amministrativi e condannando Coop al pagamento di 10 mila euro di spese legali in favore del municipio. Il Comune di Foligno e la società cooperativa avevano entrambi impugnato la pronuncia del Tar di fine 2016, con il primo che davanti alla Quarta Sezione ha contestato tra le altre l’inadempimento imputatogli dal Tar per il mancato esproprio entro i termini dell’area della società Magazzini Gabrielli da destinare a verde pubblico e Coop che, invece, si è rivolta al Consiglio di Stato per vedersi riconoscere altre tipologie di danni che già in primo grado non gli erano state riconosciute. Dopo aver riunito i ricorsi, il collegio dei giudici (Francesco Gambato Spisani presidente) ha dato ragione al municipio, riformando la sentenza dei colleghi di Perugia e respingendo integralmente la domanda di risarcimento del danno proposta da Coop.

Ex Zuccherificio di Foligno Al centro della pronuncia c’è l’attuazione del piano particolareggiato di esecuzione, approvato dal consiglio comunale nel 2005, per la realizzazione del comparto denominato “Il Campus”. Il piano attuativo prevede la riqualificazione dell’ex Zuccherificio, attraverso la realizzazione di servizi collettivi, uffici, insediamenti residenziali, commerciali, tra cui l’edificio in cui sarebbe stato realizzato il centro commerciale Coop, individuato quale soggetto attuatore del comparto, e l’edificio nel quale sarebbe stato insediato il centro commerciale Tigre, di proprietà dei Magazzini Gabrielli e collocato in un’area del comparto da espropriare e destinare a verde pubblico.

Il ricorso del Comune di Foligno Proprio sulle procedure espropriative il Tar aveva riconosciuto il Comune come inadempiente e quindi responsabile dei ritardi nell’attuazione del piano, mentre l’ente, rappresentato dall’avvocato Antonio Bartolini, ha sostenuto di essersi mosso nei termini di legge e che anzi sarebbe stata Coop, rappresentata dagli avvocati Fabio Amici, Luisa Gobbi e Alarico Mariani Marini, ad essere rimasta inadempiente in relazione all’obbligo di compilare l’elenco dei beni da espropriare, con una descrizione sommaria, e dei relativi proprietari. In più il municipio davanti al Consiglio di Stato ha anche contestato il riconoscimento del risarcimento del danno in favore di Coop, non ravvisando il nesso di causalità tra il mancato avvio degli espropri entro il termine dei due anni e il danno in relazione ai costi di realizzazione delle opere di urbanizzazione.

La sentenza del Consiglio di Stato E i giudici di secondo grado hanno dato ragione al Comune, rilevando che «il ritardo sarebbe dipeso dalla condotta della società cooperativa, che ha tardato nell’attuazione degli obblighi di sua competenza e nell’esercizio delle facoltà strumentali al celere completamento dei lavori di attuazione dell’intero comparto»: tra questi vengono indicati «l’avvio soltanto nel 2010 dei lavori per la realizzazione delle opere di urbanizzazione; l’avvio soltanto nel 2013 dei lavori inerenti ai blocchi edilizi; la domanda per il rilascio dei titoli, sebbene il Comune non avesse iniziato il procedimento di espropriazione, dimostrando, in tal modo, di non dare peso al tempestivo adempimento dell’obbligo». Di conseguenza, il  Consiglio di Stato ha giudicato «fondata la censura circa l’assenza di un inadempimento imputabile al Comune, tenuto conto della condotta della società cooperativa».

Nessun risarcimento I giudici, infine, respingendo il ricorso di Coop incardinato sui risarcimenti, hanno evidenziato che «negli scritti difensivi di parte non è allegato il collegamento causale intercorrente tra il mancato guadagno, consistente nell’immobilizzazione di capitali, il mancato pagamento dei canoni di locazione (che altri privati avrebbero pagato a Coop, ndr) e il ritardato avvio delle attività commerciali con il mancato tempestivo inizio del procedimento di espropriazione entro due anni dalla data della stipula della convenzione, avvenuta il 21 novembre 2005, e dunque entro il 21 novembre 2007». Da qui l’impossibilità di «poter affermare che tali danni siano conseguenza immediata e diretta di tale ritardo nell’adempimento». Entro il 21 novembre 2007, infine, il collegio rileva che «non erano stati intrapresi i lavori relativi alla realizzazione delle opere di urbanizzazione», motivo per cui viene meno anche il risarcimento per le medesime inizialmente riconosciuto dal Tar in favore di Coop.

@chilodice

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