di Massimo Colonna
Riparte l’Elettrocarbonium. A lanciare ufficialmente la sfida è proprio l’amministratore delegato della M2i, Michele Monachino, azienda barese che il mese scorso ha acquisito l’asset della ormai ex Sgl Carbon. «Riassorbiremo tutti i lavoratori entro l’inizio del 2016. Puntiamo forte sulla produzione in house dei nippli e rivalorizzeremo la zona Narni 1». Questa in sintesi la base da cui riparte la storica azienda che ha acceso i motori a Narni nel 1897.
L’azienda di casa «Alzi la mano chi ha un amico o un parente che lavorava alla Sgl», chiede il sindaco di Narni Francesco De Rebotti. Mezza platea alza la mano, con un colpo d’occhio notevole. E’ il segnale che l’azienda è dei narnesi. Filosofia che guida tutto l’incontro di giovedì mattina all’auditorium San Domenico di Narni, alla presenza dell’amministratore delegato Michele Monachino, di Catiuscia Marini, presidente della Regione, i sindaci di Terni, Narni e Amelia, Leopoldo Di Girolamo, De Rebotti e Riccardo Maraga, il prefetto di Terni Gianfelice Bellesini, il comandante della guardia di finanza Amedeo Farruggio e il comandante carabinieri Pierluigi Felli. Presenti anche rappresentanti del mondo politico regionale e dei sindacati.
LE INTERVISTE: MONACHINO E MARINI
Obiettivi «Nel breve periodo – ha spiegato l’ad Monachino – vale a dire tra il 2016 e il 2019 punteremo sull’ampliamento della gamma di prodotti diversificando la produzione, incrementeremo i livelli di automazione dello stabilimento, produrremo in house i nippli che prima si acquistavano all’estero e aumenteremo il grado di autosufficienza energetica con un nuovo impianto fotovoltaico da 1 Mw e di una centrale cogenerativa a biomasse di potenza tra 2 e 5 Mw. Inoltre puntiamo a rivalorizzare l’area Narni 1, abbandonata da almeno un decennio, creando una zona per attività artigianali e industriali e una per il terziario e la logistica. A livello occupazione nel corso del secondo trimestre 2016 puntiamo a riassorbire i livelli occupazionali del 2014. La forza lavoro riprenderà gradualmente l’attività da marzo 2015».
Il segreto della trattativa «Il segreto della trattativa? Posso dire che la squadra ha funzionato alla grande in tutta la sua formazione – ha spiegato la governatrice Marini – ma l’aspetto secondo me più importante è che non ci siamo accontentati di gestire la crisi e di portare a casa il minimo indispensabile. Qui si è partiti subito con l’idea di rilanciare, di pretendere qualcosa in più per un’azienda in difficoltà ma che possedeva grandi margini». «Per questo – ha confermato De Rebotti – il mio plauso va a tutti quelle figure istituzionali che hanno permesso questo passaggio di proprietà. Oggi consegniamo alla M21 una nostra creatura, la creatura di una città che ha sempre lavorato per questa azienda». «La storia di Narni come quella di Terni – ha dichiarato il sindaco Di Girolamo – è simile per via del forte legame con la sua azienda sul territorio. Penso ovviamente all’acciaieria. E a chi sosteneva, qualche anno fa, che queste produzioni dovevano essere trasferite nei Paesi emergenti, oggi più che mai dico che si sbagliava, perché non si può cancellare la storia di un legame forte come quello tra una città e la sua fabbrica».
Il vice ministro All’evento, moderato dal giornalista Rai Roberto Amen e con la presenza anche dell’economista Nicola Rossi, ha preso parte anche il vice ministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, il quale era impegnato in Senato per la vicenda Ilva ma ha mandato un suo video messaggio. «Creo sia un accordo di grande importanza – ha dichiarato – perché scommette su una realtà storica come quella di Narni puntando molto anche sul futuro e sugli investimenti. Per questo dobbiamo ritenerci molto soddisfatti di come è stata gestita la vicenda a tutti i livelli. L’impegno del governo è di non mollare la supervisione adesso. Continueremo a seguire la vicenda».
Tutti i numeri L’azienda ha comunicato il cronoprogramma degli interventi fino al 2018. Entro novembre 2015 è previsto l’ampliamento della gamma dei prodotti, per marzo 2016, la produzione di nippli in house, dicembre 2016 completamento dell’unità di grafitazione e rimozione tetti in amianto e impianto fotovoltaico. Per quanto riguarda i volumi produttivi, 6 mila tonnellate nel 2015, 12 mila nel 2016, 15 mila nel 2017, 18 mila nel 201820 mila nel 2019. Il break even point (il momento in cui l’azienda inizierà a guadagnare) è fissato al 2017.
