di Maurizio Troccoli
Sale la temperatura alla ex Merloni dopo la decisione del giudice di Ancona di annullare di fatto la vendita alla Jp Industries. Questa mattina, lunedì, si sono dati appuntamento davanti ai cancelli della sede di Colle di Nocera oltre 200 lavoratori per una iniziativa di protesta «che continuerà», hanno detto. Intanto il Consiglio regionale dell’Umbria cambia l’ordine del giorno per mettere in discussione l’emergenza Merloni e chiede all’unanimità, nell’immediato «un tavolo nazionale con il governo» per garantire «l’accordo di programma e gli ammortizzatori sociali ai lavoratori». L’assessore alle Attività produttive Vincenzo Riommi ha anche detto che hanno ragione i lavoratori: «Il lavoro viene prima delle banche» e che «dalle ultime notizie appare possibile che la sentenza non intacchi il lavoro poichè prontamente impugnata». Vai all’articolo
RIOMMI E IL CONSIGLIO REGIONALE SU MERLONI
Il presidio I sindacati Cgil, Cisl e Uil, Fiom, Fim e Uilm hanno fatto il punto della situazione con i lavoratori ribadendo «l’avvio di una mobilitazione iniziata e che continuerà». Esprimono la contrarietà alla sentenza del tribunale di Ancona che «privilegiando gli interessi delle banche, mette a rischio centinaia di posti di lavoro».
Incontro con il Papa In occasione della visita del Papa i sindacati si attiveranno «anche con il vescovo di Assisi per chiedere un incontro tra la delegazione di Nocera Umbra e il pontefice», hanno detto i lavoratori e i rappresentanti sindacali questa mattina. L’idea dell’iniziativa nasce dopo l’incontro di ieri di Papa Francesco con i lavoratori disoccupati, in mobilità o in cassa integrazione della Sardegna con i quali ha pregato: «Signore insegnaci a lottare per il lavoro».
I fatti La mobilitazione di questa mattina a Colle di Nocera fa seguito alla sentenza della settimana scorsa del tribunale di Ancona che si è pronunciato annullando, di fatto, il passaggio di proprietà della ex Merloni alla Jp Industries, annullandolo e giudicandolo «troppo basso», su istanza delle banche creditrici. La nuova azienda aveva assunto l’impegno a ricollocare 700 dei 2200 addetti dell’ex impresa di elettrodomestici. Al momento lavorano nella fabbrica 200 addetti. L’annullamento è seguito all’accoglimento del ricorso giudiziario contro la vendita, che era stato presentato da alcune banche creditrici della ‘Antonio Merloni’. Secondo i lavoratori, «oggi si attende un primo pronunciamento del governo per capire come sbloccare una situazione tornata indietro di due anni». «Annullando la vendita siamo punto e a capo», hanno detto, «ma noi si vuole mantenere in attivo l’azienda», hanno aggiunto.
Ammortizzatori sociali Al tempo stesso i sindacati puntualizzano che bisogna «fare un ragionamento sugli ammortizzatori sociali per capire sia l’accordo di programma come viene rimodulato perché non sono più 350 ma 1000 i lavoratori coinvolti a questo punto, e quindi devono essere garantiti a copertura tutti, compresi i nuovi. L’obiettivo è garantire continuità produttiva e occupazionale e nel frattempo ampliare le garanzie degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori coinvolti, compresi gli ultimi arrivati a seguito dell’attuale situazione che si è venuta a determinare».
Porcarelli Intanto «l’imprenditore Giovanni Porcarelli ci ha comunicato che la JP Industries proseguirà la sua attività produttiva». Ha affermato in una nota Andrea Cocco, della Fim Cisl Marche, in relazione alla vicenda dell’annullamento da parte del tribunale di Ancona, della cessione dell’ex gruppo “Antonio Merloni” di Fabriano, alla stessa JP Industries.
Mario Bravi Intanto il segretario regionale Cgil Mario Bravi annuncia un nuovo presidio, domani, davanti alle banche: «Stamattina abbiamo fatto una prima iniziativa, ma la mobilitazione continuerà. Domani saremo di fronte alle banche per ricordare che l’Italia è una repubblica fondata su lavoro e non sulle banche. Critichiamo la sentenza del tribunale di Ancona perché ha tenuto conto soltanto degli interessi delle banche. Sosterremo tutte le iniziative tese al ricorso contro questo provvedimento. In ballo ci sono 2mila lavoratori, ecco perchè chiediamo al governo di aprire immediatamente un tavolo di confronto. Il governo si faccia carico delle conseguenze di questo provvedimento. Questa è la più grande, tra le 160 vertenze umbre». E’ probabile che il presidio di domani dei lavoratori e dei sindacati sarà davanti alla banca Mps di Gualdo Tadino.
Verini Il deputato umbro del Pd Walter Verini, che questa mattina era presente al presidio ha detto che «i parlamentari del Pd useranno tutti gli strumenti necessari per sostenere l’impegno dei lavoratori, dei sindacati e delle istituzioni umbre e marchigiane, perché la sentenza del tribunale di Ancona non vanifichi gli sforzi fatti fino ad oggi per far uscire questa importante azienda da una crisi tanto pesante da coinvolgere, oltre l’intera zona appenninica, anche il futuro del settore ‘del bianco’ dell’intero paese». «Siamo certi – sottolinea Verini – che il governo e in particolare il ministro Zanonato, metteranno in campo tutto quanto è nelle loro possibilità al fine di garantire continuità produttiva e occupazionale oltre che garanzie sugli ammortizzatori sociali, ridando finalmente speranza ad un territorio così provato da tanti anni di incertezze e sacrifici. Il tema del lavoro – conclude il parlamentare umbro – è una grande questione nazionale e, la vertenza Merloni, è una grande questione italiana».
