di Daniele Bovi 

Dal 2026 ovvero da quando, secondo i programmi, finalmente lungo la ex Fcu saranno dismessi i treni diesel vecchi di 50 anni per far posto a quelli elettrici, il servizio sarà gestito da Trenitalia come accade per il resto della rete regionale. A stabilirlo è stata la giunta regionale che, insieme a Trenitalia, ha rimesso mano al Contratto di servizio 2018-2032; revisione dalla quale emergono alcuni elementi interessanti, a partire dall’affidamento all’azienda della Sansepolcro-Terni, oggi aperta solo in parte ma per la quale l’assessore regionale alle Infrastrutture, Enrico Melasecche, preannuncia «una stagione d’oro». 

Ex Fcu Per quanto riguarda il 2024 e il 2025 si andrà avanti con un subaffidamento a Busitalia, società sempre del Gruppo FS che gestisce il servizio; Trenitalia arriverà l’anno seguente con l’Ertms funzionante (il sistema di gestione del traffico) e i primi treni elettrici. Nel frattempo però partiranno gli aumenti: «Negli anni 2024 e 2025 – è scritto nell’atto con cui la giunta dà l’ok alla revisione – è previsto un primo incremento tariffario volto all’allineamento delle tariffe applicate su rete Fcu alle tariffe in vigore sulle relazioni attualmente gestite da Trenitalia su rete nazionale». 

Ricavi Tra il 2020 e il 2022 anche in Umbria l’azienda ha risentito della crisi pandemica, e non solo, tanto che quest’anno i ricavi da tariffazione sono inferiori del 15 per cento rispetto al 2019; numeri attribuibili, oltre che alla pandemia, anche a diverse abitudini di spostamento e all’incremento di videoconferenze e smart working. Secondo il Piano economico-finanziario, solo nel 2027 saranno recuperati i livelli pre Covid. 

Produzione Quanto alla produzione, nel Pef si parla di 3,8 milioni di km più 190 mila aggiuntivi relativi al «servizio ferroviario metropolitano» tra Ellera e Assisi, lungo la Foligno-Terontola, dove arriverà la nuova stazione di Collestrada il cui progetto, secondo l’assessore ai Trasporti Enrico Melasecche, arriverà a febbraio. A questi 4 milioni di km circa si aggiungono i 610 mila della tratta Perugia-Sansepolcro, lungo la ex Fcu. Venendo ai treni, lungo la ex Fcu arriveranno dopo il “restauro” anche i quattro Minuetto di proprietà della Regione da anni abbandonati, più altri cinque acquistati da altre Direzioni e che viaggeranno anche sul resto della rete. Fino al 2032 Trenitalia dovrebbe investire 234 milioni di euro mentre la Regione, tra Pnrr e Fondi UE, altri 44,1, ai quali se ne aggiungono altri 10 per i revamping dei famosi Minuetto.

I nuovi treni «Per velocizzare i tempi di percorrenza dei collegamenti verso Firenze e Roma – dice in una nota della Regione Melasecche – sulla linea Foligno-Terontola entreranno in circolazione nel 2025 tre nuovi treni Alstom da 200 km orari ed altri nove l’anno successivo, per un totale di 12 treni che sostituiranno quelli regionali esistenti. Già alla fine del 2024, inoltre, avremo a disposizione un nuovo treno Pop». Quel che è certo è che Trenitalia è in ritardo coi tempi: gli investimenti previsti tra 2018 e 2021 sono infatti slittati al 2025-2026 anche per «avvenimenti accidentali» che hanno riguardato la gara indetta da Trenitalia per l’acquisto dei convogli.

Melasecche e sindacati «Abbiamo lavorato e ci stiamo impegnando – scrive Melasecche – per costruire il futuro dell’Umbria attraverso il potenziamento e il rilancio complessivo dei suoi collegamenti su ferro e l’atto approvato oggi ne è una ulteriore tappa». «Si sta delineando e concretizzando sempre più un nuovo scenario per il trasporto ferroviario in Umbria, impensabile fino a pochi anni fa – conclude – e siamo orgogliosi di scrivere questa nuova pagina per lo sviluppo dell’Umbria e la fine del suo isolamento». In una nota intanto Cisl e Uil plaudono alla delibera della Regione sostenendo che il passaggio della ex Fcu a Trenitalia, ritenuto «imprescindibile», «sanerà una situazione in cui lavoratori che svolgono attività del tutte analoghe vengono regolati da contratti nazionali diversi». Per  i sindacati a migliorare saranno non solo le condizioni dei lavoratori ma anche il servizio.

Salvini e Cgil Giovedì  intanto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini da Montecatini è tornato sul tema dell’Alta velocità che in queste settimane, riguardo al dossier MedioEtruria, sta dividendo Umbria e Toscana. «Sull’Alta velocità – ha detto a proposito delle polemiche – c’è un dibattito in quasi tutta Italia, ma le scelte sono e saranno sempre tecniche: non farò mai fermate per amicizie, logiche o valutazioni che non siano esclusivamente tecniche». «Anche qua – ha aggiunto – c’è il dibattito tra Arezzo, Siena, Perugia, piuttosto che in Calabria. Le scelte verranno prese sulla base delle convenienze non partitiche, ma per i cittadini». «Che gli animatori del dibattito sappiano – ha concluso – che non sarà mai il ministro a dire dove il treno si deve fermare». A dire la loro sul tema venerdì sarà anche la Filt Cgil nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Perugia. 

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