Non solo le sigle del pubblico impiego, ma anche le Rappresentanze sindacali unitarie hanno sottoscritto il documento redatto congiuntamente e inviato all’attenzione della direzione del Pmal (Polo di mantenimento armi leggere). Nero su bianco tutte le criticità e le problematiche interne allo stabilimento di viale Brin, per il quale solo alcuni giorni fa è stata ufficializzata la notizia di nuove assunzioni.
Ex fabbrica d’armi Tra i punti deboli messi in evidenza dalle organizzazioni sindacali però, non solo la carenza di personale ma anche poche commesse che avrebbero già rallentato le attività di alcuni reparti produttivi anche per difficoltà a reperire materie prime con conseguenti ritardi nelle consegne e la tendenza dunque dell’amministrazione militare a rivolgersi all’industria privata. Il tutto, evidenziano i sindacati, in un clima generale di disinteresse e mancata organizzazione, con impiego di personale (tra quello civile e quello militare) non idoneo ai compiti assegnati. «Tutto questo – sottolineano –genera tensioni tra uffici Direzione e Servizi, serve un progetto organizzativo».
Assunzioni La speranza è che le cose possano migliorare, anche alla luce del recente piano di assunzioni varato dal ministero della Difesa: 116 risorse umane in più su tutto il territorio nazionale e la cosa riguarda anche Terni. La notizia è arrivata a seguito di un tavolo istituzionale dopo che nelle scorse settimane una delegazione di lavoratori e rappresentanti delle istituzioni hanno incontrato il governo. Al vertice hanno preso parte gli esponenti della funzione pubblica per le tre maggiori sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil e la rappresentanza sindacale unitaria dell’ex Fabbrica d’Armi. In più erano presenti l’assessore regionale Fabio Paparelli e il consigliere del Partito democratico Francesco Filipponi, in quanto presidente della seconda commissione di Palazzo Spada che ha seguito da vicino la vicenda.
