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giovedì 21 gennaio - Aggiornato alle 21:53

Eurochocolate tenta la carta «Tracciock». Lo staff: «Troppi silenzi, vogliamo ripartire»

Altra riunione tra organizzatori, Comune, Regione e Prefettura: decisione rinviata. Massimo 8 mila persone nei weekend

La card

di Daniele Bovi

Si è trasformata nell’ennesima giornata di trattative, con annesso rinvio, quella in cui in realtà si sarebbe dovuta prendere una decisione definitiva su Eurochocolate 2020, in programma a Perugia a partire da venerdì 16 ottobre. Nel corso del pomeriggio si è tenuto un incontro al quale hanno partecipato Prefettura, Regione e Comune, compresi la presidente Donatella Tesei e il sindaco Andrea Romizi, oltre a tecnici e assessori. Sul tavolo Guarducci (che non ha partecipato all’incontro) ha messo la «Tracciock», card con consueto gioco di parole che sta lì a simboleggiare quello che è non un gioco bensì il problema chiave: il modo con cui poter tracciare le migliaia di persone che, specialmente nei due weekend, affolleranno la manifestazione.

IL PARERE NEGATIVO DEL COR

Altro tempo «Non ho altre carte da giocare» ha commentato ironicamente Guarducci in giornata su Twitter postando la foto della tessera. Secondo quanto emerso dall’incontro è stato confermato il sistema dei varchi, che dovrebbero essere in tutto 14, ma verrebbe abbassata la quantità massima di persone ammessa ogni 3-4 ore nei giorni caldi del finesettimana: dalle novemila prospettate nei giorni scorsi si passerebbe a ottomila. In più c’è il capitolo del biglietto che verrebbe innalzato dai 5 euro ipotizzati a 10; non si tratta però, precisa Guarducci, di un biglietto d’ingresso bensì di un pacchetto che comprende prodotti e ticket di bus e minimetrò. Tutte soluzioni che nel complesso non hanno convinto il fronte della sanità, le cui perplessità a proposito del tracciamento sono ancora intatte. Le parti si sono lasciate prendendosi un altro paio di giorni al massimo: entro il finesettimana quindi sarà presa la decisione definitiva; più in là non si può andare.

Staff Eurochocolate: «Troppo silenzio» Una lettera aperta per rivendicare un ruolo e la dignità come lavoratori. A scriverla lo staff di Eurochocolate, che denuncia troppi silenzi intorno a questo tentativo di ripartenza. Eccola:

Noi, dietro le quinte di Eurochocolate
Nel corso della lunga storia di Eurochocolate ci sono stati diversi momenti in cui il nostro lavoro è stato oggetto di critiche molto severe, a volte offensive.

Fino ad oggi abbiamo lasciato che a rispondere fossero i risultati che, nel tempo, hanno reso Eurochocolate il più grande Festival di settore riconosciuto a livello internazionale.

Dietro le quinte di ogni grande evento c’è un mondo non sempre visibile agli occhi del pubblico: tecnici, allestitori, grafici, promoter, organizzatori, artigiani, account, fotografi, addetti stampa e alla logistica, addetti alla segreteria, all’amministrazione, al marketing e al personale, elettricisti, idraulici, scenografi, addetti alle pulizie… Non parliamo soltanto di noi, 20 persone che lavorano tutto l’anno in azienda o dei 500 ragazzi che vengono assunti durante l’evento, parliamo di un indotto che porta lavoro a numerose aziende locali e di centinaia di altri dipendenti che prestano i loro servizi per attivare questa grande macchina operativa.

Qualcuno penserà che stiamo parlando di servizi superflui, non primari, di cui si possa fare a meno in un momento come questo. Al contrario, la nostra categoria contribuisce in modo sostanziale alla crescita turistica, allo sviluppo economico e alla promozione del nostro territorio, che mai come in questo periodo sono fondamentali per la ripartenza di tutti.

Oggi sentiamo il bisogno di dar voce a questa ampia categoria di lavoratori che è stata la prima a doversi fermare e l’ultima a poter ripartire.

La salute è un bene primario, ne siamo fermamente convinti. Allo stesso modo siamo convinti che ciò non escluda un accorto ritorno alla normalità, mettendo in campo risorse progettuali rigorose e riappropriandoci, così, anche della nostra dignità di lavoratori.

Osserviamo con rammarico, in questi giorni, il silenzio della politica, dei sindacati, delle associazioni di categoria, dei singoli operatori ai quali invece chiediamo di intervenire perché in gioco non c’è solo la ripartenza di Eurochocolate. Non fare Eurochocolate significherebbe, infatti, mettere in discussione la fattibilità di qualsiasi altra manifestazione o evento programmati nei prossimi mesi e che contribuiscono a disinnescare una grave crisi economica.

Da parte nostra possiamo garantire la stessa passione e determinazione con cui abbiamo sempre portato avanti i nostri progetti e la professionalità che ci è stata più volte riconosciuta. Il nostro impegno è stato e sarà quello di mettere in pratica tutti i protocolli e le normative in termini di sicurezza e prevenzione che sono attualmente in vigore.

Noi per primi vogliamo preservare e tutelare la nostra salute e quella delle nostre famiglie.

Siamo certi che gli Organismi competenti prenderanno la migliore decisione, ma abbiamo ritenuto importante che, in questa circostanza straordinaria, si alzasse il sipario su tutto quello che è in gioco.

Lo staff di Eurochocolate

Twitter @DanieleBovi

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