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martedì 24 novembre - Aggiornato alle 19:14

Eurochocolate, ecco il piano sicurezza da 100 mila euro: «In ballo nostra sopravvivenza»

Guarducci in pressing: «Non vogliamo ricevere dei no a priori, serve buonsenso». Varchi, biglietti e «Chock in»: la gestione dei flussi

Eugenio Guarducci (foto Marco Giugliarelli)

di Daniele Bovi

«Non vogliamo ricevere dei no a priori e facciamo lavorare il buonsenso: in ballo c’è la sopravvivenza di Eurochocolate». Eugenio Guarducci continua a lavorare e a spingere affinché l’edizione numero 27 della manifestazione, in programma a Perugia dal 16 al 25 ottobre, si tenga regolarmente. La decisione definitiva arriverà durante il weekend e venerdì il patron, presentando l’iniziativa «Choco in casa», ha presentato alcuni punti del piano di sicurezza e spiegato che, a suo avviso, la manifestazione seppur tra mille cautele si può tenere. «Forse non a tutti è chiaro – ha detto – il valore di Eurochocolate; la nostra economia non è fondata sulla pastorizia o sul prosecco, ma sul turismo, e di questo Dna va tenuto conto e spero che nella valutazione finale si consideri anche questo aspetto».

LA MAPPA DEI VARCHI

«CHOCO IN CASA», LA CIOCCOLATA ARRIVA NELLE CASE

Il pacchetto Guarducci ha poi parlato di un progetto di gestione dei flussi «serio e importante», che si tradurrà per l’organizzazione in un aggravio dei costi da 100 mila euro. I giorni più delicati saranno ovviamente quelli dei due weekend: il patron della manifestazione ha chiamato «barriera psicologica» il pacchetto da 10 euro che servirà per entrare nall’area di Eurochocolate durante i due finesettimana. La «Tracciock» garantirà, oltre a un po’ di cioccolata, anche i biglietti di andata e ritorno con un bus navetta o con il minimetrò, oltre a un braccialetto di riconoscimento con un codice a barre per accedere agli stand (per chi non usufruisce dei mezzi pubblici il costo è di 7 euro). Biglietti e braccialetti che, ovviamente, non serviranno a residenti e lavoratori, ai quali saranno assicurate delle «fast lane» per superare i varchi.

LA CARTA «TRACCIOCK»

Il piano Questi ultimi, come si vede dalla mappa, saranno 14, si chiameranno «Ciok in» e saranno sistemati ad esempio in via Oberdan, via Alessi, via Maestà delle volte, piazza Danti, via dei Priori e altri ancora. Nei due weekend, prendendo a riferimento i calcoli fatti per la mini edizione agostana di Umbria jazz, nell’area della manifestazione (dove a vigilare saranno circa 400 persone) potranno circolare in contemporanea al massimo 8 mila persone: «Di solito la sosta media di un visitatore – ha detto Guarducci – è di 3-4 ore»; la rotazione massima stimata nel corso della giornata dunque sarà di 24 mila persone. Ai «Ciok in» si accederà dopo essersi obbligatoriamente registrati sul sito di Eurochocolate.

Format rivisto «I protocolli anti Covid – assicura Eurochocolate – saranno rigidamente applicati negli stand, il cui format è stato profondamente rivisto, prevedendo quindi aree di ingresso e di uscita differenziate, un robusto potenziamento dei sistemi di pagamento elettronici, l’impiego massiccio di gel igienizzante, la distribuzione di guanti monouso, la collocazione di segnaletica che sollecita l’uso obbligatorio della mascherina e il rispetto del distanziamento sociale. Inoltre, tutti lavoratori di Eurochocolate saranno ovviamente sottoposti al rigido protocollo aziendale anti Covid che prevede anche l’obbligatorietà della misurazione della temperatura. Sempre nel rispetto dei protocolli, è stato anche previsto uno spazio di isolamento in Piazza Italia per la gestione di eventuali casi con sintomi sospetti». «Fino a oggi – ha detto il patron – non è mai stato realizzato un sistema così; potremmo essere un modello per tante realtà».

Rimaniamo a Perugia «Dobbiamo convivere con il virus – ha aggiunto – e se il Dpcm dell’8 agosto permette di poter organizzare questi eventi, vuol dire che ci sono degli strumenti per farlo». Alternative a Perugia e alla sua acropoli al momento non ci sono: Guarducci ha ribadito che per gli investitori altre zone (nei giorni scorsi si è parlato della Città della domenica, di Pian di Massiano o dell’Umbriafiere) non sono commercialmente sostenibili e che, in caso, porrebbero problemi di sicurezza. «Il luogo più sicuro e più bello – ha assicurato – oggi e nel futuro, rimane il centro di Perugia. Rimarremo qui fin quando ci sarà la volontà di tutti e fino a quando sarà sostenibile il rapporto costi-benefici». In caso arrivasse il no definitivo, «ci sarebbero ricadute a cascata» e a quel punto Guarducci si guarderebbe in giro per vedere che succede: «Qual è – ha chiesto – il piano sanitario di altri eventi come Altriocioccolato o del mercato del sabato? Qualche filmato o documentazione la faremo».

I sindacati Come fatto nelle ultime ore, l’imprenditore è tornato anche a mettere nel mirino chi (politica, associazioni di categoria e sindacati) «non ha preso posizione». Cgil, Cisl e Uil in giornata hanno risposto che l’eventuale stop «non ci trova affatto indifferenti, né tuttavia ci stupisce. Come organizzazioni sindacali, sin dal mese di marzo, abbiamo chiesto che in ogni settore produttivo, in ogni luogo di lavoro, prevalgano innanzi tutto la salute e la sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori e della cittadinanza tutta. Eurochocolate non fa certo eccezione». Vanda Scarpelli (Cgil Perugia), Valerio Natili (Cisl Perugia) e Daniele Brizi (Uil Perugia) sottolineano l’importanza della kermesse, ricordano però che far rispettare le regole in un contesto come quello di Eurochocolate sarebbe molto complicato e ciò «mette inevitabilmente a rischio la salute dei lavoratori e degli avventori».

Mencaroni: «Sì a Eurochocolate» «L’elenco delle manifestazioni e degli eventi, di grandi e piccole dimensioni, alle quali l’Umbria ha dovuto rinunciare è purtroppo già assai lungo, a partire da quelli promossi dalla nostra associazione, come Expo Casa e più recentemente I Primi d’Italia. Noi speriamo che a questo elenco non si debba ora aggiungere anche Eurochocolate 2020. Se questo dovesse avvenire, sarebbe un ulteriore colpo all’economia e all’immagine della nostra regione». Lo ha detto Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria, interviene così nel dibattito di questi giorni sulla opportunità o meno di organizzare l’edizione 2020 del festival internazionale del cioccolato, a Perugia dal 1994. Con una premessa molto precisa. «Prima di tutte le considerazioni di natura economica vengono quelle di natura sanitaria, ovviamente», sottolinea il presidente Mencaroni, aggiungendo: «Noi speriamo che Eurocholate si possa svolgere, perché sarebbe anche un segnale positivo e un incoraggiamento alla ripresa, utile per tutti noi. Ma nelle condizioni di assoluta sicurezza richieste dall’emergenza sanitaria dalla quale, purtroppo, non siamo ancora completamente usciti. Ci auguriamo pertanto che dal confronto tra tutti i soggetti coinvolti, in corso in questi giorni, nascano le soluzioni ottimali per garantire continuità all’evento e sicurezza per tutti: per chi vorrà partecipare all’evento e per chi lavorerà alla sua organizzazione».

Twitter @DanieleBovi

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