di Daniele Bovi
Molti interventi ma pochi roghi di vaste dimensioni e danni tutto sommato contenuti in una delle estati peggiori dal punto di vista climatico, con un mix di temperature elevate e zero pioggia che rappresenta l’ideale per gli incendi. Venerdì nella sede della prefettura di Perugia è stato tracciato un bilancio dell’attività fatta nel corso dell’estate anche alla luce della convenzione tra Ministero dell’Interno, Regione e vigili del fuoco che ha portato alla creazione di una macchina di prevenzione e contrasto che proprio quest’anno è entrata in funzione. Stando ai numeri forniti nel corso della mattinata da giugno ad agosto sono stati registrati 907 incendi (più della metà nel solo mese di agosto, 462), per i quali si sono resi necessari 86 interventi di un Canadair (57 in provincia di Terni), che ha volato per oltre 116 ore (il costo orario è di 4 mila euro) ed effettuato 481 lanci d’acqua. Dei quasi mille incendi però solo 91 hanno riguardato propriamente boschi, mentre gli altri hanno coinvolto, campi, sterpaglie, oliveti e così via.
LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA CONVENZIONE
Risultati soddisfacenti Complessivamente sono andati in fumo 700 ettari, non certo pochi ma nettamente di meno rispetto ad altre due annate difficilissime come il 2007 (circa 1.400) e il 2012 (più di 2.300). Ecco perché l’assessore regionale Fernanda Cecchini, presente insieme al prefetto Raffaele Cannizzaro, al colonnello dei carabinieri forestali Gaetano Palescandro e ai vertici regionali dei vigili del fuoco, ha parlato di «un risultato soddisfacente. Non sono pochi ma se guardiamo a quello che è successo in altre regioni o negli anni di più dura siccità, abbiamo retto bene. La vera forza del sistema Umbria sta nella prevenzione». In crescita anche il numero delle persone denunciate: 16 in totale per incendio colposo (sei delle quali in provincia di Terni), e due arresti di persone colte in flagranza stando ai numeri forniti dal colonnello.
I numeri Tornando ai dati, in particolare a essere andati in fumo sono stati 336 ettari di bosco in provincia di Perugia (177 di terreno di altro tipo) e 364 in quella di Terni (58 quelli non di bosco). Quanto al numero degli interventi invece, sono stati 156 a giugno, soprattutto nella seconda metà (durata media di quasi due ore), 289 a luglio (il 21 il picco con 41 casi) con una durata media di tre ore e mezzo mentre per i 462 di agosto ogni volta i pompieri sono stati impegnati per almeno 4 ore e mezzo. Quanto ai tempi di intervento, in un caso su tre i vigili sono arrivati in meno di 15 minuti e nel 37 per cento fra i 15 e i 30 minuti. Nel complesso si tratta di numeri nettamente inferiori rispetto a quelli degli anni precedenti, con pochi casi nei quali sono stati coinvolti più di 30 ettari. «Visto il meteo e le temperature – ha detto Palescandro – temevo un’annata peggiore del 2003 o del 2012. E invece il sistema, anche se perfezionabile, ha funzionato; anche dal punto di vista investigativo c’è stato un aumento notevole».
La prevenzione Un elemento fondamentale della macchina sono le squadre (23 quelle impegnate nelle settimane più complicate) dell’Agenzia per la forestazione che monitorano costantemente il territorio, avvertendo tempestivamente i pompieri. «La prevenzione – ha spiegato Cecchini – è un lavoro attivo. Le squadre, anche di volontari, ogni giorno monitorano e presidiano». «La Regione – ha detto Cannizzaro – fa un lavoro straordinario, molto importante in ottica della prevenzione; quella primaria in particolare funziona bene, anche grazie alla collaborazione degli enti locali». Tirando le fila il comandante regionale dei vigili del fuoco Raffaele Ruggiero ha parlato di una «attività particolarmente gravosa. Siamo soddisfatti per l’impegno tutto nuovo che c’è stato, anche rispetto a un quadro normativo diverso. Le scelte si sono dimostrate valide anche con condizioni meteo del tutto eccezionali. Per noi è stato un anno sperimentale e un banco di prova». I risultati delle novità introdotte grazie alla convenzione saranno studiati nei prossimi mesi in vista dell’estate 2018, nella speranza che sia meno torrida.
Twitter @DanieleBovi
