di C.P.
La vicenda che riguarda i sette aereogeneratori da 6 Mw ciascuno a Orvieto e Castel Giorgio, che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane, si chiude con una doppia decisione. Da una parte, la bocciatura del progetto da parte della conferenza dei servizi; dall’altra il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria ha dichiarato «improcedibile» il ricorso presentato dalla ‘Rwe Renewables Italia’ contro il silenzio dell’amministrazione regionale.
Contro il silenzio della Regione Come noto, il progetto ‘Phobos’ prevede la costruzione di un impianto eolico composto da sette aerogeneratori. Tuttavia, il percorso autorizzativo dell’iniziativa proposta da ‘Rwe Renewables Italia’ ha incontrato vari ostacoli, tra cui la necessità di ottenere il via libera dalla Regione Umbria e dalla conferenza dei servizi. Ora, il ricorso davanti ai giudici del Tar è stato presentato proprio dalla società in data 17 ottobre 2025. Un’azione indirizzata all’«accertamento dell’illegittimità del silenzio tenuto dalla Regione Umbria – si legge nella sentenza – in merito all’istanza di autorizzazione unica per la realizzazione dell’impianto, a seguito della nota della Regione in data 12 marzo 2025, con la quale si dava atto della procedibilità dell’istanza».
«Ricorso improcedibile»Dunque, di fronte al silenzio-inadempimento della Regione, che sostanzialmente non aveva preso una decisione definitiva entro i termini previsti dalla legge, ‘Rwe Renewables Italia’ ha deciso di fare ricorso al Tar chiedendo, di fatto, che la Regione fosse chiamata ad esprimersi entro 30 giorni. Poi però il parere arriva ed è negativo. Mentre il ricorso veniva esaminato, l’amministrazione regionale ha adottato una determinazione che ha sancito la bocciatura del progetto, a seguito dell’esito negativo della conferenza dei servizi. A questo punto, il Tribunale amministrativo non ha potuto far altro che dichiarare il ricorso «improcedibile per sopravvenuto interesse», mettendo fine – almeno per il momento – alla disputa legale.
