I carabinieri del Noe (foto archivio Troccoli)

di Daniele Bovi

C’è il Cuore verde d’Italia tra le prime regioni d’Italia dove, nei primi otto mesi di applicazione della legge sugli ecoreati, sono state registrate più infrazioni in termini assoluti. Il dato emerge dall’analisi pubblicata martedì da Legambiente che in un dossier fa il punto sui risultati ottenuti grazie alla legge 68 del 2015 che introduce nel codice penale il Titolo 6 bis, quello dedicato ai delitti ambientali. Secondo Legambiente i numeri mettono in evidenza che «le nuove norme stanno già dimostrando l’efficacia del nuovo sistema sanzionatorio». E allora eccoli i numeri (relativi al periodo tra il 29 maggio 2015 e il 31 gennaio 2016) ricavati da Corpo forestale dello Stato, Noe dei carabinieri e Capitanerie di porto.

I numeri In Umbria in questi primi otto mesi di applicazione sono state accertate 68 infrazioni (compresi gli illeciti amministrativi e penali), che hanno portato a 59 denunce e 5 sequestri. Davanti all’Umbria, per numero di infrazioni accertate, solo Lazio (134), Campania (95) e Toscana (73). Legambiente pubblica anche un resoconto delle principali inchieste compiute dal Noe di Perugia, quello che a livello nazionale ha rilevato più infrazioni penali (41). Scendendo nel dettaglio due persone sono state denunciate per gestione illecita di rifiuti pericolosi, i legali rapresentanti di quattro società che operano nel settore rifiuti per violazione dei limiti tabellari imposti per le emissioni in atmosfera e altrettanti, che hanno lo stesso ruolo, perché hanno operato senza autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

IL DOSSIER COMPLETO

Denunciati I legali rappresentanti di cinque società poi sono finiti nei guai per deposito incontrollato di rifiuti, mentre il proprietario di una è stato denunciato per aver operati in assenza di autorizzazione per le emissioni in atmosfera. Su tutto il territorio nazionale sono stati 947 i reati penali e le violazioni amministrative accertati, 1.185 le persone denunciate e 229 i beni sequestrati per un valore complessivo di quasi 24 milioni di euro; contestato in 118 casi il nuovo delitto di inquinamento e per 30 volte il disastro ambientale. Secondo Legambiente «la nuova legge sta facendo davvero da spartiacque nel nostro Paese “in nome del popolo inquinato” e fino a ieri, vale la pena ricordarlo, forze dell’ordine e autorità giudiziaria avevano a disposizione armi spuntate ed erano spesso costrette ad “arrampicarsi sugli specchi”, contestando nei procedimenti giudiziari articoli e commi previsti per tutt’altro».

Nuove regole Con le nuove regole invece vengono introdotti delitti specifici come l’inquinamento, il disastro ambientale, morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività e altri ancora (oltre alle aggravanti), con limiti di pena adeguati che consentono l’utilizzo di tecniche investigative efficaci e tempi di prescrizione raddoppiati. «Per rendere ancora più efficace – commenta Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente- il contrasto agli ecocriminali è ora fondamentale attivare una grande opera di formazione per tutti gli attori della repressione dei reati ambientali, a partire dai magistrati e dalle forze dell’ordine, procedere rapidamente alla costituzione di una grande polizia ambientale partendo dalle migliori esperienze maturate dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato, e approvare una norma per snellire le procedure per abbattere le costruzioni abusive».

Otto proposte Sul tavolo Legambiente mette poi un pacchetto di otto proposte per «rafforzare il quadro normativo». Oltre alla formazione servono linee guida nazionali per garantire un’applicazione uniforme della parte delle legge sui reati minori, un fondo nazionale alimentato con le sanzioni per bonificare i siti orfani, potenziamento delle attività d’indagine contro gli ecoreati attraverso un corpo di polizia ambientale specializzato e sempre più strutturato sul territorio, approvare definitivamente il progetto di legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente, una legge efficace per lo stop al consumo di suolo e definire quanto prima nuove regole per procedere in modo più spedito all’abbattimento degli ecomostri e delle costruzioni abusive. Necessario poi calendarizzare la discussione del testo sulle agromafie. Infine, Legambiente chiede di lavorare per la definizione dei delitti contro gli animali.

Twitter @DanieleBovi

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