Santopadre e i suoi tatuatoti di Bonnie Tattoo

di Maurizio Troccoli

«Buongiorno, sono Santopadre». Dall’altro lato della cornetta, chi risponde è confuso e attende qualche istante. «Magari lei è uno che non segue il calcio, ma io sono il presidente del Perugia». E’ andata così la prima telefonata, il primo contatto tra il presidente Santopadre e il suo tatuatore, Francesco Barbini, dello studio Bonnie Tattoo, di Perugia.

SANTOPADRE: HO UN GRIFO TATUATO. IL VIDEO

ESCLUSIVO. LE FOTO DURANTE IL TATUAGGIO

La testimonianza «Il presidente Santopadre ha visto il grifo tatuato a un amico, che l’ha fatto al mio studio. Sicuro del risultato ha deciso di rivolgersi a noi. E’ stato un bell’incontro con una bella persona», dice Francesco Barbini a Umbria24. «Abbiamo preso appuntamento in studio una settimana prima – dice ancora – e così il martedì precedente alla partita, Santopadre ci ha raggiunti in studio e abbiamo iniziato il lavoro». Il noto tatuatore perugino continua il racconto di questo incontro: «Sapeva benissimo quello che voleva. Voleva un grifo. Il più grande tra quelli che abbiamo in listino». Listino? Cioè?

La forte richiesta di tatuaggi col grifo «Vede, questa cosa l’ho detta anche al presidente, da quando Santopadre ha preso in mano questa società, io da perugino non esperto di calcio, ma conoscitore della città, ho notato che è cresciuta la passione per la nostra squadra. E il mio metro sono i grifetti che mi chiedono come tatuaggio. Ho avuto talmente tante richieste che ho dovuto realizzare un listino, con le varie dimensioni di grifo che realizziamo. Ognuno con il suo prezzo. E il presidente ha scelto quello più grande».

«Lo voleva sul cuore» C’è da scegliere su quale parte del corpo fare il tatuaggio e il presidente sorprende il tatuatore: «Lo voleva sul cuore. Mi ha chiesto di fargli il grifo sul petto. Sono stato io a suggerirgli di farlo in un altro posto. Mi sembrava più appropriato sulla spalla. E gliel’ho detto. Così ha deciso di ascoltarmi, di fidarsi del mio suggerimento».

Stregato da Perugia Quindi una chiacchierata durante l’esecuzione: «Mi ha detto che è di Roma e che è felicissimo di trovarsi a Perugia. ‘E’ una piazza che avevo adocchiato già da tempo’, mi ha detto ancora. E quando gli ho spiegato dei tanti tifosi che mi chiedono il tatuaggio del grifo mi ha detto: ‘Tu non puoi capire quanto mi inorgoglisce questa cosa’. Credo che momento più appropriato per farsi questo tatuaggio non poteva sceglierlo. Voglio sperare che gli abbia portato fortuna e che tanta gliene porti ancora a lui che è davvero una persona molto simpatica, gagliarda, infatti gliel’ho detto e gli ho fatto i complimenti per questo, e anche al Perugia»

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