di Daniele Bovi
Da destra a sinistra continua il coro di polemiche contro l’eventuale imposizione di un pedaggio lungo la nuova E45 autostrada. A sollevare il polverone la pubblicazione, nelle scorse ore, delle tariffe proposte nella relazione illustrativa al Piano economico finanziario relativo alla realizzazione dell’opera: 15 centesimi di euro per i veicoli leggeri e 29 per quelli pesanti. Un pedaggio che sarebbe ben più salato di quello applicato lungo altre autostrade: per fare qualche esempio, oltre sette euro per il tratto Perugia-Città di Castello, 12 tra i due capoluoghi di provincia, in ipotesi 180 euro al mese per un pendolare che dal lunedì al venerdì dovesse raggiungere Perugia da Umbertide. Un costo in molti casi doppio a quello che deve essere sostenuto lungo altre direttrici. Qualche esempio: lungo i 563 chilometri che dividono Milano da Roma si pagano in media 7 centesimi a chilometro, idem per i 732 chilometri della Bologna-Taranto, per i 98 chilometri della Firenze-Pisa e per la Modena-Brennero. Dodici centesimi invece il costo della Parma-La Spezia (121 chilometri), 10 per la Roma-Teramo (167 chilometri) e 9 per la Torino-Brescia (221 chilometri).
PEDAGGI, 12 EURO DA PERUGIA A TERNI
Udc: questione sottovalutata «L’idea di imporre un pedaggio sulla E45 era nell’aria da tempo – commenta Maurizio Ronconi dell’Udc – e per troppo si è sottovalutata la questione magari adducendo giustificazioni che al dunque risultano infondate». Dopo aver ricordato quanto il pedaggio «sarebbe esiziale» per l’economia della regione, Ronconi spiega che «la soluzione deve essere quella, già applicata in altre parti d’Italia, di una esenzione totale per gli umbri che percorrono il tratto regionale della E45. Se però – conclude – la Regione e gli enti locali interessati avessero assunto iniziative nei tempi dovuti, la questione probabilmente sarebbe stata già risolta positivamente».
IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO
IL NO DI ROMETTI E LEONELLI
Flamini: scelta sciagurata Il segretario provinciale del Prc Enrico Flamini parla invece di «scelta sciagurata», di «vero e proprio salasso», di «regalo ai soliti noti» che verrà pagato «dai cittadini e dagli artigiani»: «Purtroppo il governo regionale – osserva -, a parte un po’ di propaganda e qualche annuncio, non ha saputo giocare un ruolo vero e di carattere nazionale per rimettere in discussione una decisione che non tiene minimamente in considerazione i territori, il sacrosanto diritto dei cittadini di partecipare a tale scelta, il rispetto del paesaggio e che non risolve certo gli attuali problemi di traffico e sicurezza di una superstrada che, come dimostrano anche le recenti piogge, è sempre più simile ad una mulattiera».
LA PROTESTA DEI COMITATI: «OPERA DEVASTANTE»
M5S: subito vertice Dal suo banco di Montecitorio poi il deputato del M5S Filippo Gallinella chiede un vertice, da tenersi in agosto, tra Regione, cittadini, enti locali e parlamentari umbri: «Se l’Umbria si oppone in blocco – afferma -, il governo dovrà ritirare il progetto preliminare. La Regione deve prendere una posizione chiara e non limitarsi a pronunciare la propria contrarietà al pagamento del pedaggio. Il pedaggio è solo un tassello di un disegno scellerato che incombe sull’Umbria. E questo disegno va portato all’attenzione dei cittadini. La trasformazione dell’E45 in autostrada – continua – comporterà un rilevante consumo di suolo, un aumento dell’inquinamento atmosferico ed acustico, un aumento del rischio idrogeologico. Danneggerà i settori agricolo e turistico». Dopo la pubblicazione delle cifre l’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti ha ricordato che la Regione si è sempre opposta al pedaggio mentre il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli ha spiegato che il partito si farà promotore di un incontro con il governo.
LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO REGIONALE
Giulietti: opera fondamentale Sulla questione pedaggio interviene un altro democratico come l’umbertidese Giampiero Giulietti, per il quale l’autostrada «è un’opera fondamentale per superare l’isolamento infrastrutturale di cui soffre l’Umbria», anche se «non possiamo accettare – scrive – che gli umbri debbano pagare balzelli pesanti, così come si sta profilando, perché significherebbe andare di nuovo a colpire il tessuto produttivo locale. È prioritario tutelare gli interessi di chi vive in Umbria e percorre quotidianamente la E45 per motivi di studio o lavoro, magari trovando il modo, in un tavolo istituzionale anche con il Ministero, per non far gravare sui cittadini balzelli troppo pesanti».
Twitter @DanieleBovi
