«La violenza maschile contro le donne non è una questione privata, ma un problema culturale e sociale che riguarda tutti e tutte. È nostro dovere, come comunità, lavorare insieme per promuovere consapevolezza e costruire una responsabilità collettiva sul tema della violenza di genere». È con queste parole che, lunedì mattina, è stato presentato a Terni il progetto ‘È un problema mio’. Si tratta di una campagna biennale di comunicazione e sensibilizzazione promossa da Terni Donne Aps in partenariato con Libera…mente Donna Ets, Rete delle Donne Antiviolenza, Aps Forum Donne Amelia e Udi Perugia Ets e finanziato dal dipartimento Pari Opportunità.

‘È un problema mio’ L’obiettivo dell’iniziativa è quello di «promuovere una riflessione collettiva sulla violenza di genere come problema sistemico, che riguarda l’intera società e che richiede l’impegno di tutte e tutti: istituzioni, realtà associative, mondo scolastico e cittadinanza, con l’obiettivo di favorire un cambiamento culturale profondo in tutta la regione Umbria». Sebbene sia un problema per le donne, spesso la violenza di genere viene trattata come una questione che le riguarda in maniera esclusiva. Ma non è così. Per questo il progetto mira «a sensibilizzare uomini, donne e la comunità tutta». Il progetto si articolerà su due linee parallele e complementari: da un lato, la formazione attraverso percorsi educativi rivolti a scuole, centri aggregativi e sportivi, dall’altro, una campagna di comunicazione mirata a promuovere una riflessione approfondita, sia individuale che collettiva. 

Sradicare un problema sistemico Attenzione particolare è dedicata al coinvolgimento delle scuole e delle associazioni del territorio, considerate interlocutrici chiave nella promozione di una cultura del rispetto, della parità di genere e della prevenzione della violenza. Oltre 12 istituti scolastici (e più di 100 classi) su tutto il territorio regionale, tra scuole secondarie di primo e secondo grado, istituti comprensivi e direzioni didattiche hanno aderito al progetto e ospiteranno percorsi educativi, laboratori tematici e iniziative di sensibilizzazione rivolte alle giovani generazioni e ai genitori. La campagna comunicativa prevede una serie di azioni coordinate su scala regionale, tra cui: affissioni pubbliche, produzione e diffusione di pillole video ispirate agli incontri con le giovani generazioni, pubblicazioni su riviste online e condivisione di contenuti attraverso i canali social. L’obiettivo ultimo è «quello di favorire la consapevolezza sociale, promuovere un cambiamento culturale duraturo e contribuire alla costruzione di una comunità più equa, inclusiva e responsabile».

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