È un missionario umbro il primo beato del Giubileo. Si tratta di don Giovanni Merlini, nato a Spoleto nel 1795, formatosi nell’abbazia di San Felice a Giano dell’Umbria al fianco di san Gaspare del Bufalo e morto nel 1873 a Roma dopo essere stato investito da una diligenza condotta da un anticlericale che lo avrebbe travolto volontariamente.

La sua beatificazione verrà celebrata il 12 gennaio 2025 alle 11 nella Basilica romana di San Giovanni in Laterano a Roma ed è salutata con «gioia» dalla Congregazione dei missionari del preziosissimo sangue fondata dallo stesso san Gaspare proprio nell’abbazia di San Felice a Giano. A rappresentare il Pontefice durante la celebrazioni per la beatificazione di don Giovanni Merlini sarà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, ma parteciperanno anche il vicario generale per la Diocesi di Roma, il cardinale Baldassare Reina e il penitenziere maggiore, il cardinale Angelo De Donatis. L’indomani, ovvero il 13 gennaio alle 9.30, nella parrocchia San Gaspare del Bufalo a Roma, si terrà la messa di ringraziamento che sarà presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo.

Ed è proprio la Congregazione dei missionari del preziosissimo sangue a «ringraziare Papa Francesco» che «ci parla spesso delle periferie, tanto esistenziali come quelle fisiche. Don Giovanni Merlini le ha conosciute entrambe e le ha frequentate con molta umiltà e spirito di servizio. Nella direzione spirituale, nel confessionale, come anche nelle missioni popolari, specialmente nelle zone infestate dal brigantaggio, dove molto sangue veniva sparso in modo violento. Siamo sicuri che in quelle sue predicazioni, nel mezzo del peccato e della violenza, avrà ripetuto spesso l’espressione tanto cara a noi missionari del Preziosissimo sangue: “Tu vali il sangue di Cristo, è lui che ti ha fatto suo, donandoti il suo sangue”».

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