di Ma.Ma.
È morto a 83 anni un personaggio che, per oltre 40 anni, ha accolto turisti di tutto il mondo al Castello dei Sorci, una struttura che Primetto Barelli aveva lanciato a metà anni 70, alle porte di Anghiari, al confine tra Toscana ed Umbria.
Amico di Burri Oltre alle sale che riuscivano a contenere più di 300 persone, il Castello dei Sorci visse momenti di gloria autentica perché era il luogo preferito di politici, personaggi famosi, come Monica Bellucci e del maestro Alberto Burri, che di Primetto era amico personale. Considerata anche la breve distanza da Città di Castello, Primetto, amico anche di Silvano Ramaccioni si incaricava con la propria auto di trasportare Burri al castello. «I piatti di Primetto sono gli unici che digerisco», confidava ai pochi amici Il pittore che amava fortemente il calcio, ed il Perugia in particolare. A Burri piacevano sopratutto i crostini e la pappa con il pomodoro. Anche Primetto, aveva la stessa passione per il calcio , ed in più occasioni ospitò il Perugia dei miracoli.
Il ricordo Racconta Antonio Ceccarini, il Tigre degli anni della prima serie A del grifo: «Sia Burri che Primetto avevano una simpatia particolare per me, forse dovuta anche al fatto che avevo giocato nel Città di Castello. Una sera al castello, Burri regalò a ciascun giocatore un suo lavoro, un quadro, un disegno fatto al momento.Per me volle costruire una sorta di aeroplano fatto con la carta stagnola dei pacchetti di sigarette. Un piccolo – grande capolavoro che conservo tra le cose più care. Ero consapevole già allora che si trattava di un’opera d’arte di inestimabile valore affettivo ed economico». Ceccarini e gli altri ex grifoni hanno conservato quei regali che Burri disegnava per loro al Castello dei Sorci, ma non tutti erano così avveduti, uno dei calciatori all’epoca giovane e di talento, si disfece a fine serata del quadro di Burri regalandolo ad un compagno di squadra, in cambio di un pacchetto di sigarette. Salvo, anni dopo ,alla morte di Burri, mordersi i gomiti.
Il cordoglio di Bacchetta «Un amico e un grande professionista dell’accoglienza – scrive il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta -, arte che ha messo al servizio della sua terra valorizzandone l’anima più autentica e profonda». «Per Primetto – aggiunge – tra lavoro e vita non era stato necessario alzare il diaframma che molti di noi sono costretti a frapporre per salvaguardare la sfera privata da quella pubblica. Era in questo un privilegiato, poteva contare su una naturale capacità di relazione ed un vitalismo contagioso, a cui era difficile rimanere insensibili. Questo suo talento lo ha reso un profeta in patria di quel luogo tra Umbria e Toscana che presidiamo e che anche grazie alla sua operosa comunicativa ha acquisito un’identità reale tra le eccellenze paesaggistiche e artistiche italiane. Coraggioso innovatore nei progetti imprenditoriali con cui ha dato un contributo alla modernizzazione del terziario nel centro storico, Primetto Barelli ci lascia in un momento complesso in cui la sua visione e la sua inventiva sarebbero state preziose».
