E’ venuto a mancare all’età di 82 anni, Lanfranco Rosati, giornalista e pedagogista, figura di rilievo in ambito regionale e nazionale, eugubino di origine che ha vissuto a Città di Castello. Numerosi sono i messaggi di cordoglio espressi, appresa la notizia del suo decesso, dal sindaco di Città di Castello Luciano BAcchetta ai giornalisti tifernati, al parlamentare Walter Verini ed altri.
Verini «Voglio esprimere, innanzitutto ai familiari – scrive il commissario Pd umbro e parlamentare Walter Verini -, il cordoglio per la scomparsa di Lanfranco Rosati, a cui mi legavano rapporti di stima e amicizia. Lanfranco è stata una figura importante non solo per la comunità locale, perché il suo profilo e la sua personalità hanno acquisito nel tempo una dimensione nazionale. Pedagogista, animatore culturale, studioso dei sistemi scolastici, docente universitario autorevole, giornalista e scrittore: tanti sono stati gli aspetti che hanno attraversato la sua vita, nella quale è stata sempre presente anche una passione civile e politica, collocata nell’impegno e nella cultura socialista, ma sempre aperta al dialogo con le altre culture politiche democratiche. Ha lasciato un segno che non sarà dimenticato».
Scheda Lanfranco Rosati, fiero eugubino di nascita nel gennaio del 1938, presto trasferitosi a Città di Castello per ragioni di lavoro del padre, ha cominciato il percorso di ricerca della sua lunga carriera accademica alla fine degli anni ’60, nella Facoltà di Magistero dell’Università degli studi di Siena sede di Arezzo, sotto la guida di Mario Mencarelli, noto soprattutto per le sue ricerche sull’educazione permanente. Dal 1995 professore ordinario di Didattica generale nella cacoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia, poi rettore Magnifico dell’Università e-Campus dalla sua fondazione e commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. È stato delegato italiano al Consiglio di Europa dal 1972 al 1975. Ha pubblicato un centinaio di volumi e saggi, alcuni dei quali tradotti in lingua straniera. Giornalista pubblicista per La Nazione di Firenze dal 1965 al 1980, ha collaborato con il Messaggero e con il Corriere della Sera
Giornalisti «A Città di Castello dove abitava dal sessanta con la sua famiglia e nella sua Gubbio (sempre con la Festa dei Ceri nel cuore) Lanfranco Rosati ha tirato su’ generazioni di giornalisti – è scritto in una nota firmata giornalisti tifernati -, giovani volenterosi con il sogno di un mestiere che poi è diventato il lavoro principale ed il sostegno della vita per alcuni. ‘Caro Lanfranco ci hai insegnato tu a credere ed e’ così, che la notizia, la curiosità e’ il sale del nostro mestiere il più bello e affascinante che ci sia. Oggi però la notizia della tua scomparsa la raccontiamo, con il dovere del cronista e della necessità di informare, più che con la tastiera e con un freddo invio, con il cuore gonfio di dolore e con il cordoglio che estendiamo alla tua famiglia, la moglie Marcella, i figli Mario, Agnese e Rita e tutti coloro e sono tanti che ti hanno voluto bene. Ciao Lanfranco, ti ricorderemo sempre. I giornalisti tifernati’».
