Mieli e Boccia (foto Agf-Antonelli)

di C.F.

«A chi ci accusa di fare politica rispondo che Confindustria ha il dovere di prendere posizione quando le scelte della politica hanno conseguenze importanti sull’economia reale. Esattamente come il caso del referendum costituzionale».

Boccia si accomoda da Mieli Così Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, nel salotto del Due Mondi di Paolo Mieli. Il numero uno sulla posizione degli industriali non ha alcun ripensamento e tiene il punto: «Abbiamo posto la questione del sì al referendum – spiega – perché la riforma serve a garantire governabilità e stabilità, precondizioni determinanti per portare avanti quella stagione di grandi riforme economiche che servono al Paese». E poi: «Non si può stare ogni sei mesi in campagna elettorale, non è utile a nessuno. E siamo preoccupati dall’eccesso di personalizzazione che il referendum rischia di avere nelle interpretazioni politiche. Invece di affrontare gli argomenti, se ne sta facendo una questione pro o contro Renzi. Sarebbe bene stare sui contenuti».

«Non c’è solo il referendum»Di fronte a un centinaio di persone Mieli, che nella rassegna di Incontri ha già discusso di referendum col ministro Beatrice Lorenzin e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, lancia il presidente di Confindustria anche oltre. E Boccia va dritto al punto: «Noi – chiarisce – abbiamo alte aspettative anche su appuntamenti più immediati, a partire dalla legge di stabilità. Le poche risorse che abbiamo devono servire per incidere sui nodi di sviluppo e costruire un percorso di crescita. Bisogna aumentare il livello di competitività delle imprese italiane e del Paese e per farlo dobbiamo agire sulla produttività, che è questione centrale, con la detassazione e la decontribuzione dei premi di produzione. Una misura che ci auguriamo di trovare già nella legge di stabilità». Tra gli ospiti sono ancora attesi a Spoleto il giornalista e scrittore Pierluigi Battista (domenica 3 luglio alle 12), mentre nella terza settimana arriverà, tra gli altri, il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Minuto di silenzio per le vittime di Dacca Sabato pomeriggio nella chiesa di San Simone, prima della replica di Utoya, la piéce da brivido sulla strage norvegese ‎compiuta nell’omonima isola da Anders Breivik, l’attore Mattia Fabris ha chiesto al pubblico di osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attentato di Dacca in cui hanno perso la vita 20 persone tra cui nove cittadini italiani, annunciando che l’iniziativa sarebbe stata concordata tra tutti gli artisti del Due Mondi e che in ogni spettacolo di sabato verranno così commemorate gli uomini e le donne uccise in Bangladesh.

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