L'appuntamento di questa mattina a Perugia (foto Umbria24)

di Daniele Bovi

Lo spacciatore non è appostato solo in qualche angolo della città ma è direttamente in casa, in ogni computer. È infatti Internet uno dei mezzi in più rapido sviluppo per l’acquisto di droghe, specialmente delle Nsp, ovvero le Nuove sostanze psicoattive: queste e la loro diffusione sono state uno dei dei punti più importanti trattati venerdì mattina nella facoltà di Medicina di Perugia, dove il Dipartimento delle politiche antidroga della presidenza del consiglio dei ministri ha presentato il Piano di azione nazionale di lotta alle Nsp. Droghe che si aggiungono a quelle ‘classiche’, come cannabis, eroina e cocaina, e che formano un mondo in continua evoluzione e difficilmente riconoscibile. «Oltre mille – ha spiegato nella sua lunga relazione Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento – le droghe sintetiche censite negli ultimi anni». Sostanze che vengono offerte con facilità e capillarità maggiori proprio grazie a Internet: un mercato enorme (400 i siti dedicati a questo tipo di commercio chiusi negli ultimi tempi), dove si trova di tutto, spesso sotto una veste di apparente tranquillità e professionalità.

Un enorme mercato «Internet – dice Serpelloni – è un mercato alternativo, spesso fatto da singoli o da piccole organizzazioni ma che hanno una proiezione potenzialmente globale». In alcuni casi c’è anche il fai da te dello sballo: oltre al commercio dei semi di cannabis «andato alle stelle, su siti cinesi – riferisce sempre il capo del Dipartimento – si possono tranquillamente comprare principi attivi, magari scartati dalla ricerca farmaceutica perché troppo tossici e psicoattivi». Nel carrello virtuale possono finire cannabinoidi sintetici anche 80 volte più potenti di quella tradizionale, o altre sostanze magari commercializzate come sali da bagno, incensi, profumatori d’ambiente, fertilizzanti, agenti per la ricerca e così via. Su alcune confezioni poi potrebbe essere scritto che l’uso umano è vietato, ma è proprio per quel tipo di uso che vengono vendute e acquistate. Da non sottovalutare poi la proliferazione delle farmacie online, che vendono prodotti per i quali servirebbe la prescrizione.

Guardia alta «Le droghe sintetiche – commenta Mauro Bacci, professore di Medicina legale all’Università di Perugia – stanno sostituendo quelle naturali». Questo è vero, secondo i dati del Dipartimento, almeno per alcuni paesi europei come Irlanda o Inghilterra, «mentre da noi – dice Serpelloni – il fenomeno non ha ancora attecchito». La guardia però ovviamente è alta, perché il mercato si espande in modo veloce con sempre nuove molecole. Spesso poi chi assume le Nsp non sa quello che prende perché in molti casi dentro le bustine, pagate online con carta di credito e spedite a casa attraverso corrieri (ovviamente ignari) in pacchetti che non destano alcun sospetto, ci sono mix di sostanze non dichiarate. Il rischio dunque è molto alto e infatti i dati sulle cosiddette ‘intossicazioni acute’, quando cioè si è costretti a chiamare un’ambulanza, sembrano indicare un notevole aumento dell’uso di queste droghe.

Guerra difficile Come accennato, combatterle è difficile perché, vista la velocità, spesso non ci sono protocolli da seguire e mancano test rapidi (come quelli che si fanno lungo le strade) per scoprire se chi guida lo fa o no in uno stato di ansia, con allucinazioni, scarsa capacità di concentrazione, paranoia, ‘grave agitazione psicomotoria’, aggressività: una lista, breve, di quelli che sono i sintomi clinici di un mondo ancora da indagare a fondo e spesso condito con alcol e altre droghe. Al di là dell’informazione, della prevenzione e di un potenziamento delle tecniche diagnostiche, sul fronte della repressione un elemento, solo in apparenza burocratico, è giudicato decisivo: l’inserimento, da subito, nelle tabelle delle sostanze stupefacenti. Senza questo passaggio infatti le forze dell’ordine non possono sequestrare nulla.

Il focus sull’Umbria L’appuntamento di venerdì poi è stato anche l’occasione per presentare un focus che riguarda l’Umbria e basato sull’analisi, «che non mente» come magari si potrebbe fare con qualche questionario, delle acque reflue: tra il 2012 e il 2011 è da segnalare a Perugia un calo del consumo di cocaina (da 5,2 dosi ogni al giorno ogni mille abitanti a 3,2), mentre a Terni aumenta da 2,6 a 3,2. Scende anche il consumo di cannabis (da 24 dosi al giorno, sempre ogni mille abitanti, a 17) a Perugia, mentre a Terni c’è il forte incremento di consumo di eroina nel 2012: da 3,3 a 6,2 dosi a fronte di numeri stabili a Perugia. Il 2012 è stato anche l’anno, l’ennesimo, dove in Umbria si è registrato il record nazionale di morti per overdose (3,8 ogni 100 mila abitanti), anche se il trend pare in diminuzione, visto che nel 2013 come ha spiegato giorni fa la questura si è toccato il minimo storico con 13 decessi. Sul punto Serpelloni ha anche replicato al prefetto Antonio Reppucci, spiegando che non è vero che il record dipende da una più puntuale raccolta dei numeri che si fa in Umbria.

I numeri Quarantamila, secondo il focus dedicato all’Umbria dal Dipartimento, i consumatori di cannabis nella regione, 24 mila quelli che hanno dichiarato di consumarla in modo occasionale, 14 mila invece ne fanno un uso «periodico» e 2.500 la fumano tutti i giorni; 23 mila invece usano eroina, appena duemila in più di quelli che ammettono di sniffare o fumare cocaina. Nella fascia d’età tra 15 e 19 anni, il 23,5% dice di aver fumato cannabis almeno una volta, percentuale identica a quelli che dichiarano di aver assunto una droga nella vita. Alti, rispetto alla media nazionale, anche i dati sul consumo di ketamina (che è comunque circoscritto). Serpelloni infine ha richiamato il sistema sanitario regionale a fare di più sul fronte delle malattie infettive, specialmente per quello che riguarda l’Aids: l’84% dei tossicodipendenti che arrivano al Ssn infatti non viene analizzato per scoprire se è malato o no. E i tempi della diagnosi sono fondamentali.

Twitter @DanieleBovi