Da sinistra Mariotti, Monacelli, Brutti e Cirignoni (foto F.Troccoli)

di Antioco Fois

Perugia non è la città della droga, ma c’è una liberalizzazione di fatto degli stupefacenti. Una «liberalizzazione illegale» la definisce la commissione d’inchiesta della Regione su mafie e tossicodipendenza nella relazione 2014 su consumo e narcotraffico in Umbria, presentata martedì. Una fotografia del mercato regionale, un’analisi di offerta e domanda, scattata sulla base delle audizione di forze dell’ordine e operatori del sociale in Commissione. Il presidente dell’organo istituzionale, il consigliere Paolo Brutti, punta il dito su quella «zona grigia» di proprietari immobiliari, avvocati e imprenditori che lucrano e favoriscono la presenza della manovalanza dello smercio di droga nel capoluogo, bollando il fenomeno come «l’inizio della devastazione sociale del tessuto medio alto della città». Una spallata anche a chi minimizza parla di rischio percepito ma non reale. Al contrario, il mercato di Perugia viene definito «tra i più pericolosi». «Basta dire che a Perugia la situazione non è critica come a Catanzaro», ha detto Brutti, con chiaro riferimento a un paragone fatto dal prefetto Antonio Reppucci, che in precedenza ha ricoperto l’incarico proprio nella provincia calabrese.

LA RELAZIONE COMPLETA

La guida allo spaccio tunisina Tra le varie analisi del mercato emerge una singolare guida pratica allo spaccio dei trafficanti tunisini. Secondo il rapporto, gli investigatori hanno rinvenuto «mappe del capoluogo umbro con i nomi delle piazze e delle strade ribattezzate secondo la toponomastica tunisina per rendere più agevoli gli spostamenti della manovalanza criminale fin dal primo giorno di arrivo in Umbria». Ad ogni piazza o via di interesse lavorativo per gli spacciatori, insomma, ne corrisponde una di Tunisi, così, tanto per far sentire a casa le nuove reclute.

Nella Sim tutti i clienti Il patrimonio professionale dei pusher è invece contenuto nelle schede Sim dei telefoni cellulari, che diventano oggetto di contesa che spesso ha determinato liti e confronti violenti. Una sola scheda può raggiungere il valore di decine di migliaia di euro, contenendo migliaia di numeri di clienti. Il sistema di distribuzione degli stupefacenti è strutturato «in modo tale – si legge nel rapporto – che un singolo spacciatore ha in possesso solo una quantità di droga che è possibile detenere per uso personale». In caso di arresto quindi sarà difficile sostenere in tribunale l’accusa di spaccio. Di particolare efficacia è invece considerato «il provvedimento di allontanamento e di rimpatrio, perché per uno spacciatore l’allontanamento per mesi dal mercato dello spaccio procura un danno difficilmente risarcibile».

Mix di droghe «Le audizioni – si legge nel rapporto – hanno messo in evidenza che al consumo di massa di sostanze stupefacenti si è accompagnata la proliferazione delle sostanze che vengono distribuite, una miscellanea di nuovi composti chimici i cui effetti sono spesso sconosciuti agli stessi consumatori, interessati soltanto a raggiungere uno stato di alterazione». A preoccupare è il ritorno del consumo di eroina «sotto forma di sostanza da assumere tramite il fumo di sigaretta». «L’ampiezza del mercato, la varietà delle sostanze presenti, la facilità dei contatti con gli spacciatori – continua il dossier – definiscono un quadro che potremmo chiamare di piena liberalizzazione illegale del consumo di sostanze e dello spaccio».

Allarme alcol al femminile L’analisi della Regione sottolinea un «netto aumento del consumo, specie tra i giovani, di bevande ad elevato contenuto di alcol, che sconfina spesso in dipendenza». Elemento si preoccupazione è considerata la posizione «delle adolescenti femmine, una condizione fino a pochi anni fa molto contenuta e negli ultimi tempi schizzata a livelli addirittura superiori rispetto ai maschi della stessa età».

Osservatorio e sito web Nel capitolo delle proposte un Osservatorio regionale sulle infiltrazione mafiose e l’illegalità, composto dai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni che operano nel settore (Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Cittadinanzattiva, Legambiente e Mente glocale). Aperto anche un sito internet www.antimafia.regione.umbria.it.

Intelligence regionale Tra le proposte della commissione quella di costituire un’intelligence regionale contro le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sulla organizzazione dello spaccio di sostanze stupefacenti. Una connessione costante, con lo scambio di informazioni, tra soggetti istituzionali e associazioni del territorio «utilizzando sia l’osservatorio sia il sito regionale dedicati».

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