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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 08:12

«Dove la natura asseconda l’arte»: parola di Alberto Angela. Le “Meraviglie” dell’Umbria su Rai Uno

Viaggio tra Spoleto, Todi e Spello: «Sensazioni uniche quando si passeggia nei vicoli, nelle piazze»

Alberto Angela in Umbria

«L’Umbria in fondo è come lo studio di un artista, ha la stessa intimità, lo stesso incanto: qui la natura asseconda l’arte regalandogli dei paesaggi che sono dei capolavori».

«Dove la natura asseconda l’arte»: parola di Alberto Angela Inizia così il viaggio di Alberto Angela che, martedì sera, in prima serata su Rai 1, con la sua trasmissione Meraviglie, ha portato nelle case degli italiani tre cittadine dell’Umbria: Spoleto, Todi e Spello. «La bellezza in Umbria non conosce soluzione di continuità e considerate che ci sono tanti altri centri, che hanno tutti con la stessa caratteristica: sono sempre dei luoghi ricchissimi di arte, cultura e storia, e sempre sono uniti da questo spirito di bellezza che lega arte e natura, architettura e pittura con cieli e paesaggi, in un modo sereno, armonioso, rendendo questa terra, l’Umbria, unica e straordinaria».

Le “Meraviglie” dell’Umbria su Rai Uno L’esplorazione del divulgatore scientifico è iniziata dalla città del Festival e dal suo palcoscenico principale, piazza Duomo, dove Angela ha incontrato Uto Ughi e il suo violino: «Qui si scoprono scorci fissata in un’età antica, nel Medioevo, come a Spoleto, che rappresenta davvero un Medioevo teatrale, aspetto che però la città ha conquistato nel corso delle generazioni: nel 1.155 la città venne distrutta da Federico Barbarossa, ma i suoi abitanti con fervore e tenacia l’hanno ricostruita, regalandoci piazze e scalinate, chiese imponenti, ma soprattutto sensazioni uniche che sentite nel cuore quando passeggiate nei suoi vicoli, nelle sue strade». Su Rai1 poi è stato il turno di Todi, con la scoperta iniziata in piazza del Popolo: Questo è un altro centro plasmato dal Medievo sia nella sua storia che nella sua forma, questa è piazza del Popolo, quasi perfetta, qui i palazzi del potere si guardano l’un l’altro in una sorta di armonia delle istituzioni, dei valori, che ha caratterizzato questo luogo, perché chiunque si trovasse in questa piazza veniva quasi protetto e rassicurato dai valori cittadini». Infine Spello, la sua Cappella Baglioni nella Collegiata di Santa Maria Maggiore e la sua «una lunga cinta di mura romane che originariamente coprivano 2 chilometri, oggi più o meno la metà, e che sono di una tale e monumentale bellezza da aver spinto gli storici a pensare che l’obiettivo non fosse proteggerla ma abbellirla».

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