Don Matteo abbandona i suoi parrocchiani. Dopo le indiscrezioni circolate in queste ore la Lux Vide, ovvero la società che produce una delle fiction più amate dal popolo televisivo, conferma in una nota che abbandonerà Gubbio. Il più noto prete-detective della tv italiana si dovrebbe spostare di qualche chilometro per registrare la nuova serie. Stando alla nota dei produttori Matilde e Luca Bernabei infatti, Terence Hill e tutto l’indotto economico che la fiction porta «si sposterà di qualche chilometro». I due non lo dicono in modo ufficiale ma la nuova «parrocchia» che ospiterà il prete dovrebbe essere quella di Spoleto.

La produzione I Bernabei spiegano: «La scelta di non girare a Gubbio è in linea con la necessità del periodo, la crisi internazionale ha toccato tutti i settori dell’economia italiana e ha colpito duramente anche il comparto audiovisivo. Confermiamo che nelle ultime settimane è stato fatto uno sforzo in extremis dalla municipalità eugubina per permettere alla serie di rimanere sul territorio, ma la preparazione di una fiction richiede tempi lunghi e, a pochi giorni dall’avvio del set, la decisione era già presa».

Gelata la città di Ceri che attendeva nei prossimi giorni una convocazione per potere illustrare la propria offerta. «Consci del sistema viario infrastrutturale esistente per raggiungere la nostra città – scrivono il sindaco Diego Guerrini, il vescovo Mario Ceccobelli e in blocco tutte le associazioni di categoria – eravamo pronti a individuare mezzi da mettere a disposizione della produzione per i transfert con la vicina stazione di Fossato Di Vico, con un sforzo pubblico-privato che meriterebbero non solo la massima attenzione, ma anche il massimo rispetto, non facilmente ravvisabile qualora venisse negata la possibilità stessa di presentare l’articolato pacchetto».

Pillola amara Insomma la pillola è amara, ma un tentativo in extremis da Gubbio vogliono farlo: «Gli sforzi degli ultimi dieci anni, nonché il binomio imprescindibile tra la città e le vicende di Don Matteo non possono essere sacrificati in nome di distanze chilometriche risibili e supposte convenienze economiche. Non dovrebbe sfuggire – prosegue la lettera –  che l’allestimento ex novo di un set impone operazioni e studi dai costi non trascurabili, così come sarebbe impensabile avere oggi il successo di Don Matteo senza l’idea di Lux Vide e la serietà di Terence Hill, ma anche senza la sincera e totale generosità e disponibilità di una città intera in tutte le sue componenti: connubio che si sostanzia da anni nella immagine limpida e rasserenante di una fiction che cambiando così brutalmente location e luoghi non è assurdo pensare ne possa trarre un forte danno di immagine».

Gubbio spera in un ripensamento Ma la disponibilità della città, inutile dirlo, resta: «Lo sconcerto e il dispiacere non significano tuttavia che la città sia rassegnata a questo stato di cose, tanto che rinnoviamo la piena disponibilità ad un incontro per scongiurare soluzioni imbarazzanti per tutti e trovarne di nuove e meno incomprensibili, dichiarandoci pronti ad altre iniziative di diverso genere in caso contrario».

Le novità della nona stagione Dal canto suo la produzione precisa che la location non sarà l’unica novità della nona stagione: «Abbiamo aggiunto – si legge nella nota – elementi drammaturgici, nuovi attori e ambientazioni che metteranno ancora in maggior risalto panorami e tesori artistici dell’Umbria, che e’ il cuore verde dell’Italia. E comunque anche con Gubbio non e’ un addio ma un arrivederci».

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