Una delle opere in mostra

E’ stata la riunione di un’intera comunità quella organizzata a Santa Sabina dalla Onlus il Pellicano alla vigilia del suo compleanno. L’associazione, che cura i disturbi alimentari, ha anticipato così l’appuntamento col 2027, quando compirà i trent’anni di attività. C’era una notevole folla nel salone del ristorante del golf: 120-130 persone. Erano rappresentate tutte le istituzioni e molti partiti politici, oltre alle famiglie, ai professionisti e agli intellettuali che collaborano col Centro perugino. Fra gli altri erano presenti: la presidente del Consiglio regionale Sarah Bistocchi e il consigliere regionale di minoranza Nilo Arcudi, gli assessori del Comune di Perugia Pierluigi Vossi e Francesca Tizi e la consigliera di Fratelli d’Italia Margherita Scoccia, nonchè Chiara Calzoni.  E ancora:  Francesca Pasquino consigliera provinciale del Pd. Numerosi infine i docenti in rappresentanza delle due università.

E’ stata soprattutto una festa quella di Santa Sabina, ma non sono mancati momenti di riflessione. Innanzitutto c’è stato il riconoscimento de “Il Pellicano” come “un patrimonio” della città di Perugia, definizione accreditata da Palazzo dei Priori quando le attribuì il Baiocco d’oro. L’associazione – è stato ricordato -.ha voluto organizzarsi come una «comunità aperta» che «accoglie, non cura soltanto». Ha stabilito infatti un’importante rete di rapporti con scuole, con organizzazioni e ordini di religiose e di religiosi, con le famiglie e col mondo delle professionalità. Alcuni importanti intellettuali mettono a disposizione de “Il Pellicano” le loro grandi capacità lavorando gratis all’interno del centro che produce anche ricerca e riflessione filosofica.

Tre sono gli obiettivi della onlus, annunciati da Assunta Pierotti che la guida. Il primo è quello di fare un’approfondita ricerca sul piano quantitativo: i dati riferiti alle patologie alimentari sin qui a disposizione infatti «vanno presi con prudenza». Il secondo obiettivo è rappresentato dagli approfondimenti epidemiologici, diagnostici e terapeutici in un orizzonte filosofico – un lavoro questo che verrà svolto in collaborazione con l’Università di Perugia. Il terzo obiettivo è quello di mettere in relazione il rifiuto del cibo con l’immagine che la/il paziente ha di sé e con i modelli culturali vigenti.

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