di M.Troc
E’ disgelo tra gli Stati Uniti e Cuba dopo 55 anni di embargo ‘bloqueo’ commerciale, economico e finanziario. Ad annunciarlo ieri, in contemporanea, quando in Italia erano circa le 18, i presidenti di entrambi gli stati, Barack Obama e Raul Castro che sono stati lungamente al telefono la notte precedente, al culmine di un periodo di relazioni diplomatiche avviate con una lettera di Papa Francesco ad entrambi i presidenti.
Raul Castro e la rivoluzione C’è chi la interpreta come una vittoria del presidente cubano che riesce a fare accettare la rivoluzione socialista dell’isola caraibica senza condizioni e con al potere il partito unico. Chi ne sottolinea il valore storico della leadership di Raul e il superamento della sudditanza rispetto a Fidel, nell’ideazione di un modello di socialismo aperto al capitalismo e al mercato, sull’esempio cinese e vietnamita. E chi come Yoani Sanchez, blogger e giornalista, dissidente del regime castrista, non crede a un cambiamento imminente, rivendicando l’opportunità di mettere nero su bianco i diritti civili, altrimenti il ‘D day’ non è prossimo come appare. Yoani Sanchez, che è stata in visita a Perugia in occasione del Festivaldelgiornalismo nell’aprile del 2013, fortemente contestata da alcuni presenti all’appuntamento e poi da un deputato cubano in visita alla redazione di Umbria 24 Luis Morlote Rivas, ha sottolineato la impressionante assenza del leader massimo in questo passaggio epocale facendo notare, sul suo profilo twitter, come non ci fosse neppure una foto che lo ritraesse, mentre il fratello Raul annunciava in diretta televisiva l’accordo di apertura con gli Stati Uniti, ottenuta anche grazie al contributo di Papa Francesco. Sanchez, in linea con gli anti castristi cubani e americani, sostiene che questo è stato un errore della politica «il castrismo ha vinto, anche se il risultato positivo è che Alan Gross è uscito vivo da una prigione che rischiava di diventare la sua tomba». Secondo la blogger di L’Avana, lo scambio di Gross per gli ultimi tre dei «Miami Five» dimostra che «nel gioco della politica i totalitarismi riescono sempre ad imporsi sulle democrazie». Come indica nel titolo del suo articolo, la Sanchez ritiene che Gross sia stato in realtà «un’esca» che Washington ha ingoiato.
Stordimento a Cuba Sono ore di festeggiamenti e di incredulità a Cuba. Immaginare che internet (utilizzato soltanto dal 5 percento della popolazione locale) possa fare capolino sull’isola cubana, immaginare che gli americani potranno viaggiare liberamente in questa meraviglia dei caraibi, immaginare che i mercati finanziari e le aziende possano aprire loro sedi a Cuba, sotto la guida di un Castro, è motivo di stordimento per chi nella rivoluzione è nato ed è vissuto. Ma la dichiarazione di un segretario di Stato, John Kerry, che annuncia di sperare di essere il primo, dopo 60 anni a visitare l’isola, la dice lunga anche sulla volontà di accelerare il percorso delle buone relazioni «sulla base del diritto internazionale», come ha evidenziato Raul Castro, dopo avere concluso il primo accordo sulla liberazione di ostaggi di entrambi le nazioni. Alan Gross, condannato a Cuba a 15 anni di prigione per spionaggio e 3 dei 5 agenti 007 cubani prigionieri in America. Presto quindi un’ambasciata americana a Cuba e viceversa. Mentre nelle piazze della patria socialista dei Caraibi i giovani danno vita a festeggiamenti per un nuovo corso della loro vita. E anche, probabilmente, dei rapporti tra gli Usa e il resto dell’America, quella del Sud, alla cui popolazione Obama ha voluto inviare un messaggio in spagnolo: ‘Somos todos americanos’, e che ha contestato, fortemente e a lungo, la politica dell’embargo, con conseguenze non favorevoli per gli Usa nell’area dell’America Latina.
