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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 16:59

Discoteche, a Giove la prima riapertura del Ternano: musica di un altro pianeta

Su le serrante al Cyborg con la capienza massima del 50%, il proprietario: «Costi, impegno e fatica per una ritrovata normalità»

di Maria Giulia Pensosi 

Dopo quasi due anni di stop si torna in pista nelle sale da ballo e discoteche di tutta Italia, così ha deciso il consiglio dei Ministri con un decreto che ha previsto dall’11 ottobre una serie di allentamenti delle misure e riaperture dei luoghi che erano rimasti chiusi. Su le serrante al ‘Cyborg discoclub’ di Giove dove i ternani e non solo potranno tornare in pista da sabato. Non poche le fatiche e le misure anti contagio adottate, ma «la voglia di produrre musica, spettacoli e divertimento prevale su tutto. In fondo – così Paolo Vinci, il proprietario del locale, ai microfoni di Umbria24 – si può stare senza tante cose, ma non senza musica che per noi è vita, ispirazione, arte e lavoro». Sabato 23 si torna a ballare anche all’Opificio, in via del Sersimone a Terni.

Riaperture «Per adottare i protocolli emessi dal governo stiamo lavorando da giorni – riprende il proprietario del Cyborg a Giove -, affrontando altri costi dopo questo lungo stop, ma spinti dalla grande voglia di ripartire e far riconquistare un po’ di normalità ai giovani». Tra le misure adottate nel rispetto delle norme anti contagio il locale è stato sanificato così come tutti gli impianti di aspirazione, sono state installate colonnine per il gel disinfettante, è stato predisposto un presidio sanitario dotato di ambulanza e operatori e aumentato il numero degli addetti alla sicurezza. Inoltre, gli organizzatori delle serate metteranno a disposizione dispositivi individuali di protezione per chi ne è sprovvisto. «All’ingresso e all’uscita delle sale sarà monitorata la capienza con il conta persone – spiega Paolo Vinci -. Per accedere alla discoteca ci saranno vari controlli: un primo step al cancello con la verifica del green pass; un secondo step all’entrata, dove verranno segnati tutti i nomi e numeri dei partecipanti all’evento per un eventuale tracciamento e verrà monitorata la temperatura; un terzo step di fronte all’ingresso con santificazione mani e mascherina. Per non creare file – specifica – sono state predisposte più postazioni di rilevamento, tutti i dati raccolti saranno conservati come da normativa sulla privacy».

Verso una ritrovata normalità «Spero che questa ripartenza serva a ridare vita a tutto il territorio – commentano gli organizzatori delle serate a Giove -, è stata una scelta coraggiosa la nostra, ma per noi questo non è solo un lavoro, è una vera e propria scelta di vita». Resta la delusione per essere stato il settore «più dimenticato durante la pandemia e additato come ‘untore’». Diverse le difficoltà: «La riapertura ci ha dato molto da lavorare – così il proprietario del Cyborg -, non è stato semplice ritrovare il personale come baristi e camerieri che durante la pandemia hanno cambiato lavoro. Siamo però felici di aver ridato impiego ai nostri tecnici, ai nostri fornitori, agli alberghi locali, ai ristoranti e tutti quelli che sulla scia del nostro locale traggono vantaggio».

Cyborg Primo appuntamento a Giove sabato 16 ottobre con i djs Chiara Brothers e Ruen Mandolini nella main room e con il format ‘Isla bonita’ nella sala due. «Il nostro locale – spiega il proprietario della discoteca – è un multisala, questo ci permette di offrire al pubblico generi di musica diversi nella stessa sera. La nostra ‘main room’ è solitamente dedicata alla musica underground, techno e techouse. Ospitiamo artisti internazionali e nazionali. La seconda sala chiamata ‘room 2’ è dedicata alla musica commerciale, trap, rap, raggaeton e r&b. In questa sala ospitiamo format da tutta Italia come il Flex, Mamanoquiere, Isla bonita, Noche de travesura e anche artisti emergenti». Larga offerta musicale e nuovi ospiti svelati dagli organizzatori settimana dopo settimana: «Le scorse stagioni facevano serate a weekend alternati – continua il proprietario – quest’anno per ammortizzare i costi del locale, vista la capienza ridotta, saremo aperti ogni sabato».

 

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