La discarica Le Crete di Orvieto

«Netta e totale contrarietà all’ipotesi di ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto e grande preoccupazioni per l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza di centrosinistra in consiglio regionale». Questo il messaggio recapitato a Palazzo Donini dai venti sindaci della zona che al tavolo convocato dal sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, hanno elaborato un documento per mettere subito in chiaro che il territorio non sopporterà ulteriori pressioni ambientali.

Venti sindaci contrari ad ampliamento A firmare la secca presa di posizioni sono stati i primi cittadini di Città della Pieve, Monteleone di Orvieto, Montegabbione, Parrano, San Venanzo, Ficulle, Fabro, Allerona, Castel Viscardo, Castel Giorgio, Orvieto, Porano, Baschi, Montecchio, Guardea, Alviano, Lugnano in Teverina, Attigliano, Giove e Penna in Teverina che compattamente hanno chiesto alla presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini di procedere a «un’immediata revisione del piano di ambito regionale all’interno del nuovo Auri, prevedendo la chiusura del ciclo dei rifiuti senza considerare, se non in modo residuale, l’utilizzo della discarica e dando finalmente corso alla realizzazione di impianti per riciclo, riuso e utilizzo dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata e dal trattamento della parte secca».

Discarica di Orvieto L’allerta nell’Orvietano è scattato all’indomani dello stop impresso dalla maggioranza in consiglio regionale all’emendamento al Defr presentato dal capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi, e da tutto il centrodestra che chiedeva di eliminare la previsione dell’ampliamento della discarica Le Crete. Ipotesi che i venti sindaci considerano sostanzialmente sciagurata: «Ministero e Regione – si legge nel documento – hanno riconosciuto per il territorio la strategia delle aree interne, secondo una filiera di sviluppo incardinata su ambiente, cultura, turismo, innovazione e agricoltura di qualità del tutto incompatibile con azioni e impianti quali discarica, geotermina ed eolico. Peraltro – proseguono i primi cittadini dell’Orvietano – l’Ue prevede entro il 2020 il superamento delle discariche come metodo di chiusura del ciclo dei rifiuti, mentre il nostro piano di ambito stima un’autosufficienza del nostro bacino fino al 2025».

Nevi (Fi) duro Nessuno nell’Orvietano, dunque, vede la necessità di tenere aperta la porta dell’ampliamento della discarica Le Crete. A rincarare la dose è il capogruppo Nevi: «La posizione netta dei venti sindaci censura pesantemente il comportamento della presidente Marini e della maggioranza, ma è anche a mio avviso incoraggiante perché significa che c’è una classe dirigente non disposta a chinare la testa. La Marini è quindi invitata – conclude – ad ascoltare e prestare maggiore attenzione alla sfiducia che c’è ormai ovunque nei suoi confronti».

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