I volti dei possibili successori di Benedetto XVI

di Maurizio Troccoli

Non sia mai che il detto ‘chi entra papa in conclave ne esce Cardinale’ si trasformi in profezia, non fosse per non richiamarsi gli scongiuri di qualcuno. Ma alla vigilia di ogni appuntamento storico l’immaginazione travalica il presente e, superato lo shock dell’annuncio delle dimissioni del Papa, in molti si chiedono chi lo succederà sul trono di Pietro. Da questo osservatorio corre d’obbligo tradurre in cronaca i pronostici non fosse per il fatto che tra i papabili c’è anche un umbro, il folignate cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, presente lunedì mattina al concistoro nel quale Papa Benedetto XVI ha annunciato la sua rinuncia alla continuazione del pontificato.

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I nomi Di nomi in queste ore di stordimento e di incredulità per l’inaspettata notizia delle dimissioni di Papa Ratzinger, ne circolano diversi e rispondono a logiche che, seppur differenti, richiamano a un collegamento con l’attualità e con la fase delicata che attraversa la Chiesa, non soltanto dal punto di vista delle dinamiche geopolitiche, come è accaduto in passato, quanto anche per la sua immagine messa sotto pressione da eventi che hanno acceso i riflettori su alcune zone ‘grigie’, come il problema della pedofilia e dei relativi insabbiamenti. Tra i porporati che vengono dati dai media e da una diffusa opinione pubblica informata come favoriti ci sono italiani e stranieri, quindi il cardinale di Firenze Giuseppe Betori, l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, il segretario di Stato Tarcisio Bertone, il capo del dicastero per il clero Mauro Piacenza, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, il cardinale cappuccino Sean O’Malley di Boston, il cardinale ghanese Peter Turkson, il nigeriano Francis Arinze, il cardinale canadese Marc Ouellet, il brasiliano Oscar Rodriguez Mariadraga, il cardinale Gianfranco Ravasi, il cardinale, arcivescovo di Vienna Cristoph Schoenborn e l’arcivescovo di Rio de Janeiro Orani Joao Tempesta.

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Il folignate Betori Come riportato da Wikipedia, Giuseppe Betori è nato a Foligno nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote il 26 settembre el 1970. Ha compiuto la formazione sacerdotale prima presso il Pontificio Seminario Regionale Umbro e successivamente presso il Pontificio Istituto Biblico. In seguito è stato docente di sacra scrittura nell’Istituto Teologico di Assisi. Durante il suo ministero sacerdotale ha ricoperto vari altri incarichi tra i quali spicca il ruolo di direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e organizzatore della Giornata Mondiale della Gioventù di Roma in occasione del grande Giubileo del 2000. Così Betori ha commentato la notizia: «Accoglienza nell’obbedienza per la decisione del Papa come per tutte le decisioni e scelte che egli ha compiuto nel suo ministero petrino, senso di smarrimento proprio nella consapevolezza di quanto questo Papa ha donato alla Chiesa e al mondo in tempi cosi’ difficili, in continuità con i suoi predecessori ma anche con accenti originali e di grande profondita’ culturale e di fede».

L’audio dell’annuncio in latino (da Repubblica.it)

Il video dell’annuncio in latino (da Corriere.it)

Gli altri papabili A fare intendere che potrebbe essere tra i favoriti anche l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, considerato molto vicino a Papa Ratzinger, c’è il fatto che lo stesso Benedetto XVI lo ha recentemente spostato da Venezia alla sede di Milano, come fosse un percorrere le tappe verso Roma, secondo chi è addentro alle dinamiche della Chiesa. Se la scelta cadrà invece su uno straniero, giocherà un ruolo importante il fatto che gli Stati Uniti sono l’Episcopato che ha affrontato con più decisione lo scandalo pedofilia. In questa ottica il nome più forte è quello del cardinale cappuccino Sean O’Malley, che a Boston ha risollevato una situazione resa assai drammatica non solo dagli abusi ma anche dagli insabbiamenti del suo predecessore Bernard Law. E’ da segnalare che nelle scorse settimane Benedetto XVI ha chiamato a Roma come promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, competente per questi casi, proprio il ‘braccio destro’ di O’Malley, padre Robert Oliver.

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Le scommesse Intanto impazzano le scommesse per il prossimo pontefice. Ad aprire i giochi la cattolicissima Irlanda. Per Paddy Power, uno dei principali bookmakers mondiali, il prossimo Papa potrebbe essere africano – scrive Repubblica -, rappresentando una svolta storica per la Chiesa. Il favorito è il cardinale ghanese Peter Turkson, mentre il nigeriano Francis Arinze lo segue. L’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, è la prima scelta italiana, insieme al biblista Gianfranco Ravasi, assiduo frequentatore del Sacro convento di Assisi, stessa quota per il cardinale canadese Marc Oullet. Più difficile, ma comunque elegibile, anche il brasiliano Oscar Rodriguez Mariadraga.

Curiosità sul conclave Bisogna compiere uno sforzo di immedesimazione, particolarmente per chi non è credente e immaginare quale carico possa avvertire un cardinale che vi partecipa e che vota non per sua volontà ma per «volontà di Dio». Tant’è che il cardinale elettore prima di deporre la scheda su un piatto per poi inserirla nell’urna pronuncia ad alta voce la seguente formula di giuramento: «Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto». Durante i giorni di conclave i cardinali dovranno rimanere chiusi all’interno della Cappella Sistina «il luogo che meglio esprime quanto sta per compiersi» e, a differenza del passato, soltanto per il riposo notturno possono spostarsi in un luogo adiacente alla sede del conclave. In questo periodo di tempo non possono essere avvicinati da nessuno e tantomeno possono avere conversazioni o comunicazioni con il mondo esterno, nè via telefono, nè attraverso altri strumenti, tranne che per gravi e urgenti circostanze che devono essere però approvate da un apposito organo.

Chi ha abdicato prima di Benedetto XVI Scrive Repubblica che Papa Clemente I fu il 4° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica dal 92 al 97. La Chiesa Cattolica e quelle ortodosse lo venerano come santo. E’ stato il primo papa della storia a rinunciare. Non ci sono notizie particolari sui motivi dell’abdicazione. Morì martire, gettato in mare con un’ancora al collo nel 99 o 100. Poi Ponziano che fu il 18º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Fu papa dal 21 luglio 230 al 28 settembre 235. Quindi Silverio che fu il 58º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Fu papa dal 536 all’11 marzo 537, quando fu deposto. Alcuni storici posticipano la fine del suo pontificato all’11 novembre dello stesso anno, quando fu indotto ad abdicare ufficialmente in favore di Vigilio Benedetto IX e fu il 145º papa della Chiesa cattolica dal 1033 al 1045, poi una seconda volta nel 1045 (147°) ed una terza nel biennio 1047-1048 (150°). È famoso per essere stato il quarto Papa ad aver abdicato. Poi fu la volta del noto  Celestino V che  fu il 192º Papa della Chiesa cattolica dal 29 agosto al 13 dicembre 1294. Eletto il 5 luglio del 1294, fu incoronato a L’Aquila il 29 agosto nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove è sepolto. Celestino V fu il quinto Papa a rinunciare al pontificato. Penultimo, prima di Benedetto XVi, fu Gregorio XII, nato Angelo Correr, fu il 205º Papa della Chiesa cattolica dal 1406 al 1415, nel pieno della vicenda degli antipapi avignonesi. Ad Avignone, infatti, nello stesso tempo, era stato eletto Benedetto XIII. I due papi si erano accordati perché alla rinuncia dell’uno corrispondesse anche quella dell’altro con l’obiettivo di ridare unità alla Chiesa. Lo scontro, invece, andò avanti per anni con Concili convocati dall’uno e dall’altro che dichiaravano il rivale «spergiuro, scismatico e devastatore della Chiesa». La questione si chiuse quando, con accordi faticosissimi, entrambi arrivarono effettivamente alle dimissioni ottenendo in cambio il mantenimento dei cardinali da ciascuno nominati. È stato il sesto pontefice ad abdicare. Per vedere un altro papa rinunciare al pontificato, si dovrà aspettare l’11 febbraio del 2013, con l’annuncio al Concistoro di Benedetto XVI.

Guarda le immagini dei Papi che hanno abdicato

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