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mercoledì 17 agosto - Aggiornato alle 23:47

Diga sul Chiascio, otto sindaci scrivono alla Regione: «Perché ‘dirottare’ l’acqua al Trasimeno?»

L’Unione dei Comuni delle Terre dell’olio e del Sagrantino chiede un incontro urgente sul progetto ai soggetti coinvolti

La diga sul Chiascio

«Il progetto della diga di Valfabbrica aveva come priorità di portare l’acqua nella nostra Valle, perché ‘dirottarla’ al Trasimeno?». Così in una lettera i sindaci l’Unione dei Comuni delle Terre dell’olio e del Sagrantino, che comprende i Comuni di Bevagna, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi.

IL PROGETTO

CHIASCIO, LA DIGA SARÀ LA BANCA DELL’ACQUA DELL’UMBRIA

La lettera Nella missiva, spedita alla presidente Donatella Tesei, all’Auri, al Consorzio della bonificazione umbra, all’Ente acque umbre toscane (Eaut) e all’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, l’ente guidato dal sindaco di Trevi Bernardino Sperandio chiede un incontro urgente per parlare progetto di adduzione dell’acqua proveniente dalla diga Casanuova sul Chiascio, a Valfabbrica, che dopo 60 anni vedrà la prima erogazione nel 2026 ma non più a vantaggio di questi territori, bensì del Trasimeno. «Fermo restando – dice Sperandio – che la questione del cambiamento climatico e della conseguente emergenza idrica è un problema di tutti, non possiamo lasciare che un territorio come il nostro, fortemente vocato all’agricoltura, venga ‘dimenticato’».

IL TRASIMENO RISCHIA DI PROSCIUGARSI: LO STUDIO

I progetti Insomma, sull’acqua del Chiascio è già battaglia. «Il progetto – continua Sperandio – originariamente prevedeva di portare l’acqua a scopo irriguo nella Valle umbra sud e precisamente nei Comuni di Cannara, Bevagna, Montefalco, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto. A questo scopo, il Consorzio nel tempo ha realizzato vari invasi per l’accumulo dell’acqua. Recentemente sono stati stanziati anche dei fondi per realizzare delle vasche di accumulo nel Comune di Montefalco, per l’irrigazione dei vigneti. Esiste anche una condotta dell’acqua proveniente dalla diga di Valfabbrica che ad oggi però possiamo annoverare tra le grandi opere incompiute, in quanto è rimasta ferma ai confini dei Comuni di Bevagna e Cannara».

«IN UMBRIA L’ACQUA DOVRÀ ARRIVARE SEMPRE PIÙ DAGLI INVASI»

I fondi Per completare l’opera l’Eaut ha redatto il progetto esecutivo «a oggi cantierabile – aggiunge il sindaco – per un importo di circa 32 milioni di euro che dovevano essere finanziati all’interno dei fondi Pnrr o comunque con fondi ministeriali. Purtroppo, a oggi non è nota nessuna fonte di finanziamento dell’opera, mentre ci risulta che sono stati destinati fondi per un progetto valutato sui 120 milioni di euro che dovrebbe condurre l’acqua della diga di Valfabbrica nel territorio del Trasimeno, dove già è previsto l’uso dell’acqua proveniente dalla diga di Montedoglio».

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