di Daniele Bovi
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E’ un’Umbria che sulla raccolta differenziata viaggia a due velocità quella disegnata dai numeri diffusi sabato dalla Regione e relativi al 2012. Se complessivamente infatti la raccolta cresce e arriva al 44% (+6% rispetto al 2011, in media con l’Italia e il valore più alto tra le regioni del Centro), la frattura corre lungo gli Ati. In quello 1 (Perugino) è al 46%, nel 2 (Alto Tevere)al 50,7%: la media fa 50,5%. A influire negativamente sono i dati del 3 (Folignate-Spoletino) e del 4 (Ternano): 38,5% nel primo e 35,5% nel secondo. Insomma, nel Nord della regione si viaggia intorno al 50%, nel Sud al 37%. Secondo quanto riferito dall’assessore all’Ambiente Silvano Rometti, presente alla conferenza stampa di sabato insieme al direttore di Arpa Umbria Giancarlo Marchetti, al coordinatore regionale Ernesta Maria Ranieri e al dirigente regionale Andrea Monsignori, i primi dati del 2013 fanno ben sperare, tanto che la regione si attesterebbe nel suo complesso già oltre il 50% (quarto trimestre 2012 46,4%).
ATI 1 E 2: I DATI DI TUTTI I COMUNI
La frattura A pesare sulle performance negative degli Ati 3 e 4 (in particolare, date le dimensioni, Foligno, Spoleto, Narni e Amelia) ci sono non solo le difficoltà economiche dei comuni (organizzare e far partire la differenziata porta a porta costa molto) ma anche il fatto che spesso la raccolta non avviene porta a porta e la situazione di stallo che c’è nel Ternano: nell’Ati4 infatti occorre individuare il nuovo gestore unico che dovrà organizzare la raccolta, operazione che nel 3 è avvenuta, facendo così presumere risultati migliori nei prossimi mesi. Nei 19 comuni oltre i 10 mila abitanti, che costituiscono la quasi totalità della popolazione umbra (739 mila persone), Umbertide, Bastia Umbra, Magione, Marsciano, Perugia e Todi hanno superato il 50% di raccolta differenziata, ai quali si aggiunge Castiglione del Lago che ha superato tale livello nel quarto trimestre. Marsciano è il primo comune tra i 19 a superare il 60% a livello annuale. Boom a Umbertide che, grazie al passaggio al porta a porta, arriva al 57,84% su base annuale (+22,42% rispetto al 2011) ma al 64,56% nel quarto trimestre, con un ulteriore incremento fino al 73,13% a gennaio dell’anno corrente. Arretrano invece la già scarsa percentuale di Orvieto (dal 18% al 15%) mentre nell’Ati 2 Assisi rimane la peggiore (24%).
I dati Rilevanti anche i livelli di raccolta differenziata conseguiti da Perugia (54,19%, +8,83% rispetto al 2011), Bastia Umbra (53,61%, +7,93%) e Todi (51,77%, +16,16%, con un costante e significativo trend di crescita che ha visto il superamento del 60% nel quarto trimestre). Nei restanti comuni con più di 10 mila abitanti l’incremento della raccolta differenziata è stato più contenuto, poiché i servizi di raccolta domiciliari sono stati attivati relativamente al solo ritiro delle frazioni secche e non anche alla frazione organica umida, che costituisce circa il 40% (67 mila tonnellate) del quantitativo totale di rifiuti. Il record umbro invece appartiene a Torgiano (75%), seguita da Giano (70,8%), Attigliano (70%) e Fratta Todina (68,7%).
Meno rifiuti Accanto all’aumento della differenziata l’altro dato importante è la diminuzione di rifiuti prodotti: 504 mila tonnellate nel 2012, in calo del 2% sul 2011 e ben 100 mila tonnellate in meno rispetto a qualche anno fa. Undici i chili in meno per abitante gettati dagli umbri nel 2012 (521), mentre la crescita della differenziata è a due cifre quasi per ogni tipo di rifiuto. L’umido, come visto, è la parte più importante (67 mila tonnellate, +26%), seguito da carta e cartone (55 mila tonnellate, +3,3%), vetro (27 mila tonnellate, +11%), plastica (15 mila tonnellate, +28%) e metallo (seimila tonnellate, +7%). Materiali dalla cui vendita, secondo i numeri di tre Ati, si sono ricavati 3,8 milioni di euro nel 2012 a fronte di una spesa per la raccolta che nella regione si aggira tra i 120 e i 130 milioni. C’è poi da segnalare il vero boom delle fontanelle d’acqua presenti ormai in molte città della regione: 22,5 i milioni di litri erogati, ai quali corrispondono 444 tonnellate di plastica «risparmiata» o quanto meno non rimessa in commercio. La più utilizzata è quella di Foligno (4 milioni di litri), seguita da Perugia (2,7), Spoleto (2,4), Città di Castello (1,3) e Marsciano (1,2).
PERUGIA, VIOLAZIONI NEL 25% DEI CONTROLLI
Rometti: 65% nel 2015 «L’Umbria – rivendica con orgoglio Rometti – è la prima Regione d’Italia in grado di certificare e pubblicare i dati relativi alla raccolta differenziata nel 2012, non solo a livello regionale, ma anche per ciascuno dei 92 comuni». Il 65% da raggiungere nel 2012, dato fissato dal Piano dei rifiuti del 2009, era un risultato troppo ambizioso che peraltro, scorrendo la tabella con le varie regioni, non è stato raggiunto da nessuno. In un quadro dove molti dati mancano o non sono aggiornati al vertice c’è il Veneto (62%), seguito dal 55% del Friuli (2011) mentre la Toscana è al 42%, il Piemonte al 51%. Distanti le regioni del Sud, Sardegna a parte (47% nel 2011). «Non ci accontentiamo del nostro 45%. Nel giro di due anni – spiega Rometti – puntiamo a raggiungere il 65%». Riguardo alla disomogeneità dei dati regionali l’assessore ha spiegato che «abbiamo preso atto di questa situazione e la Regione ha avviato un programma di supporto ai processi di riorganizzazione dei servizi di raccolta su tutto il territorio regionale».
