Nel 2011 in Umbria raggiunta la quota del 38% di raccolta

di Daniele Bovi

Il Piano regionale dei rifiuti varato nel 2009 sulla raccolta differenziata ha fissato obiettivi troppo ambiziosi. Il 65% di raccolta a fine 2012 è infatti irraggiungibile. A certificarlo martedì mattina a Perugia la presidente della Regione Catiuscia Marini e l’assessore all’Ambiente Silvano Rometti. Nel 2011 la quota di racolta ha infatti toccato il 38,02% (+5% sul 2010) mentre la prospettiva per l’anno in corso è del 50%. Dati che secondo palazzo Donini sono comunque incoraggianti: «Il 2011 – spiega Rometti – è il primo anno in cui mettiamo alla prova il lavoro fatto anche con i Comuni. Nel 2012 non coglieremo l’obiettivo del 65% ma con il nostro sforzo e in un periodo difficile come questo raggiungeremo il 50%». La quota 65% era un’asticella troppo alta: «L’Emilia Romagna – prosegue l’assessore – si era data come obiettivo un incremento del 10% in quattro anni, noi del 35% in tre». Secondo Rometti poi la quota di differenziata sarebbe 4-5 punti percentuali più alta se non fosse per i «criteri di calcolo penalizzanti» adottati dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

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Numeri incoraggianti A far ben sprare palazzo Donini sono i dati dell’ultimo trimestre 2011, quando la raccolta è stata superiore al 43% con un incremento del 10% rispetto al 2010. In più ci sono i numeri che arrivano dall’Ati2 (cioè la zona del Perugino che pesa per circa il 40% della media regionale) dove nel primo trimestre del 2012 la differenziata si è attestata al 51%. Male invece l’Ati4 (cioè la zona del Ternano) con la raccolta al 30%, mentre nell’1 (Alto Tevere) e nel 3 (Foligno-Spoleto) le percentuali sono al 39% e al 33%, tutte comunque in aumento. Diciotto i Comuni virtuosi che nel 2011 hanno abbattuto la soglia del 50%: Citerna, Sigillo, Bettona, Deruta, Fratta Todina, Magione, Marsciano, Monte Castello di Vibio, Paciano, Panicale, Piegaro, San Venanzo, Torgiano, Tuoro, Giano, Gualdo Cattaneo, Attigliano, Guardea. Alcuni di questi hanno già superato poi la quota del 65%.

La lista «nera» Tra i Comuni «peggiori» e per i quali potrebbe scattare il sistema di sanzioni, in vigore dal 2012, messo a punto dalla Regione e che prevede 5 euro in più per ogni tonnellata di indiferenziata conferita in discarica rispetto al tetto prestabilito, ci sono nell’Ati1 Montone (18%), Monte Santa Maria in Tiberina (19%) e Pietralunga (17,8%). Nell’Ati2 Assisi (23,8%), Cannara (26%), nel 3 Cascia (6%), Montefalco e Monteleone (1,5%), Norcia (8%), Sellano (2%), Scheggino (6,8%), Vallo di Nera (11%) mentre la minuscola Poggiodomo, poco più di cento anime, è inchiodata a zero. Situazione non esaltante anche nell’Ati4 con Arrone (16%), Baschi (14%), Calvi (8%), Castel Viscardo (7,5%) e altri con percentuali tr il 10 e il 19%.

Scende la produzione di rifiuti Nel complesso scende però in Umbria la produzione di rifiuti (-6%, ovvero 35 mila tonnellate a quota 513 mila, 532 chili a testa) con un’accelerazione più marcata nell’Ati2 (-8,2%). Cala anche la raccolta indifferenziata del 13,5% (318 mila tonnellate), con anche qui l’ottima performance dell’Ati2 (-20%). Oltre 195 mila poi, rispetto alle 180 del 2010, le tonnellate di differenziata raccolte nel 2011 (+8,2%) che si traducono nel +5% di cui all’inizio. Cinquantatremila le tonnellate di frazione organica raccolta (+32%), altrettante di carta (+0,74%), 11 di plastica (+7,5% con l’Ati2 a +16,5%), 24 di vetro (+14,8%) e sei di metallo (+7,5%).

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